Finalmente un concorso per chi fotografa male! Icelandair premia gli scatti peggiori…ma forse i più autentici

25 giugno 2026 – ore 09:00 – Per anni ci hanno raccontato che viaggiare significasse una cosa sola, tornare a casa con la foto perfetta. L’aurora boreale perfettamente allineata, la cascata islandese immortalata al tramonto, il selfie senza turisti sullo sfondo e, naturalmente, il filtro giusto per conquistare Instagram. Poi è arrivata Icelandair e ha deciso di fare una domanda tanto semplice quanto rivoluzionaria. E se le foto peggiori fossero le migliori? La compagnia aerea islandese ha infatti lanciato un concorso dedicato ai disastri fotografici, celebrando tutto ciò che normalmente finirebbe nel cestino dello smartphone, come immagini mosse, dita davanti all’obiettivo, orizzonti storti, facce tagliate a metà, soggetti fuori fuoco e inquadrature così improbabili da sembrare opere d’arte contemporanea. Un’idea che sembra uno scherzo, ma che nasconde una riflessione interessante sul modo in cui raccontiamo i viaggi.

Nessuno è davvero il fotografo impeccabile che mostra sui social. Dietro ogni immagine da cartolina ci sono decine di tentativi falliti, occhi chiusi, persone entrate casualmente nell’inquadratura e panorami immortalati proprio nell’istante in cui il telefono decideva di mettere a fuoco una nuvola. Eppure sono proprio questi errori a raccontare il viaggio reale. Magari una foto mossa può trasmettere il freddo pungente di una raffica di vento islandese meglio di qualsiasi scatto perfettamente nitido. Una mano davanti all’obiettivo ricorda l’emozione e la fretta di catturare un momento irripetibile. Persino un’inquadratura sbagliata può raccontare molto più di una composizione studiata al millimetro. La genialità dell’iniziativa sta proprio qui, nell’ usare le peggiori fotografie possibili per ricordare che certi luoghi non hanno bisogno della perfezione per essere straordinari.

Prendiamo l’Islanda. È una terra di vulcani, ghiacciai, geyser, cascate monumentali e cieli che sembrano usciti da un film fantasy. Anche se la foto è storta, sfocata o scattata accidentalmente mentre si cercava il tasto giusto, la bellezza del paesaggio riesce comunque a emergere. Anzi, forse emerge ancora di più. Perché invece di osservare un’immagine costruita per ottenere i famigerati like, ci troviamo davanti a qualcosa di più autentico. In un’epoca in cui il viaggio rischia talvolta di trasformarsi in una caccia allo scatto ideale, l’operazione di Icelandair appare come una divertente forma di controprogrammazione.

Non vince chi padroneggia tempi di esposizione e regole dei terzi. Non serve un drone, una reflex professionale o un corso accelerato di editing. Per una volta, le probabilità sono dalla parte di chi fotografa l’aurora boreale ottenendo una macchia verde indistinta, di chi immortala una cascata trasformandola in una macchia bianca o di chi riesce a inserire accidentalmente il proprio pollice in metà delle immagini delle vacanze. Insomma, è il primo concorso fotografico in cui molti di noi possono finalmente sentirsi professionisti.

E forse il messaggio più bello è proprio questo, alcuni luoghi sono talmente spettacolari che riescono a brillare anche attraverso i nostri peggiori errori. Persino quando la foto è venuta malissimo.

Articolo di Silvia Fatur

 

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