Culmine del Trieste Science+Fiction, la premiazione ha visto un’eterogenea platea di vincitori: dall’iraniano Under the Shadow di Babak Anvari, all’horror di I am not a serial killer di Billy O’ Brien, al cinema europeo di Sum of Histories di Lukas Bossuyt, al premio del pubblico per il comico Moonwalkers. Vincitore assoluto Embers, di Claire Carré, con il premio Asteroide.
La Giuria Internazionale ha motivato così la premiazione:
“È un film che porta la fantascienza e il fantastico in una nuova direzione. Che pone, pur non volendo fornire risposte ad ogni costo, domande su chi siamo come individui, famiglia, amici e amanti. Su come un solo istante possa bastare a farci comprendere il nostro essere umani. Questo film è un’allegoria senza tempo sul comportamento umano, sull’intensità delle emozioni e sull’incognita del futuro”.

Una premiazione rara, per la scelta di premiare una fantascienza distopica, di un film di nicchia e indipendente, diretto da una regista donna in un panorama, quale del cinema e del cinema di genere, dominato da una forte presenza maschile.
Questa scelta “underground” chiude una manifestazione tutt’altro che “under” per i numeri e la quantità di offerte, che stando agli organizzatori sono e saranno in continua crescita, già in vista del Trieste Science+Fiction 2017:
“E’ stata un’edizione di grande successo” – ha dichiarato il Direttore della kermesse, Daniele Terzoli. “Registriamo un record di presenze con un netto aumento del numero degli spettatori, grazie a un programma ricco di ospiti internazionali e anteprime prestigiose che rappresentano l’espressione più alta del fantastico contemporaneo. Siamo soddisfatti della sempre maggiore attenzione da parte della stampa internazionale e nazionale verso la nostra manifestazione e verso Trieste, sempre più città della scienza e della fantascienza”.
Zeno Saracino


