Casa della Musica, svelata la targa in onore del compositore e letterato triestino Claudio Noliani

NolianiCon un’affollata, intensa e a tratti commovente cerimonia ha avuto luogo alla Casa della Musica, in via dei Capitelli 3, lo scoprimento di una targa commemorativa del Comune di Trieste dedicata a Claudio Noliani, etnomusicologo insigne, compositore, insegnante, giornalista, autore di commedie, poesie e novelle e personaggio di spicco della cultura cittadina e regionale cui tuttavia fino a oggi – come è stato ben sottolineato dagli oratori intervenuti – la “Trieste ufficiale” mai aveva tributato un giusto riconoscimento, nonostante che Noliani, nato a Trieste il 13 dicembre 1913 e scomparso, sempre a Trieste, il 29 agosto 1991, fosse proprio di questa nostra Trieste un grande innamorato, appassionato studioso della nostra peculiare cultura locale e sostenitore fervente della più genuina, autentica triestinità.

A colmare questo vuoto, troppo profondo e prolungato, è giunto oggi finalmente lo stesso Comune che ha accolto volentieri la proposta di alcuni studiosi e amici dello scomparso, decidendo – constatata l’impossibilità di intitolare, come in una prima ipotesi, una piazza in zona Urban – di collocare una targa sull’edificio di proprietà comunale sede della Casa della Musica. Non casuale, naturalmente, la scelta della data odierna, corrispondente con il giorno del 24° anniversario della morte di Noliani.

Noliani3E così, di fronte a piccola folla di amici, conoscenti, estimatori dello scomparso e delle “cose triestine”, ha preso corpo una più che significativa celebrazione cui hanno presenziato l’Assessore comunale alla Cultura Paolo Tassinari, il direttore della Casa della Musica Gabriele Centis,  il Conservatore del Museo “Schmidl” e coordinatore della manifestazione Stefano Bianchi, Giorgio Noliani figlio del Maestro Noliani, Tullio Riccobon direttore del Coro Illersberg con cui Noliani collaborò per lunghi anni, il giornalista Luciano Santin studioso e biografo dello scomparso e Pier Paolo Sancin etnomusicologo e “motore propulsore” dell’iniziativa commemorativa il quale, al termine, ha anche diretto il Coro dell’Associazione culturale “Rena Vecia” che ha eseguito alcuni dei più noti canti triestini composti da Claudio Noliani.

Noliani4Aprendo gli interventi, l’Assessore Paolo Tassinari ha ricordato in Noliani “l’uomo di cultura amante della musica e delle lettere e, in modo appassionato, di questa Città”, ringraziando quindi la famiglia e lo studioso Pier Paolo Sancin per il prezioso dono delle sue composizioni già a suo tempo effettuato a favore della Biblioteca Civica “Attilio Hortis”, dove si è potuto così istituire un apposito Fondo Claudio Noliani. “Vedo che il ricordo del Maestro è ancora ben vivo in moltissime persone” – ha quindi detto Tassinari anche con riferimento ai tanti presenti – “ma mancava un tangibile e ufficiale riconoscimento cui oggi abbiamo cercato di provvedere, esaudendo finalmente il desiderio di molti”.

Viva soddisfazione per l’iniziativa è stata espressa quindi nelle parole di Gabriele Centis (“E’ un grande onore e un privilegio per la Casa della Musica il poter ricordare proprio qui la grande opera di Claudio Noliani”), di Stefano Bianchi che ha invitato tutti “a conoscere e ad approfondire l’intenso e poliedrico lavoro di Noliani nei prossimi quattro appuntamenti che il Museo “Schmidl” gli dedicherà nei lunedì di settembre” (vedi programma sottostante), di Tullio Riccobon che con affettuosi cenni ha ricordato come fu proprio Noliani, “persona semplice e schietta e grande ricercatore e studioso delle tradizioni popolari di ogni Paese”, tra i principali promotori della nascita del  Coro Illersberg dalla fusione dei precedenti cori “Montasio” e “Publio Carniel”.

Del padre Claudio, il figlio Giorgio Noliani ha tracciato, con frasi inevitabilmente commosse, il profilo di “uno studioso tanto libero quanto distante dal potere, vicino agli ultimi e proprio per questo alle più genuine tradizioni del popolo, delle genti anche di più semplice estrazione”, rammentando di come andasse a raccogliere in tutti gli ambienti i canti popolari munito dell’allora mitico “Gelosino”, l’indimenticabile registratore portatile a bobine dell’epoca. E testimoniando della sua instancabile attività, fino all’ultima fase della sua vita quando ormai era ipovedente, raccogliendo materiali, incollando ritagli e documenti, fino a una delle ultime sue frasi rivolte al figlio: “Io ho sempre lavorato in questa vita”.

E’ seguita quindi l’articolata e appassionata disamina di Luciano Santin che ha inquadrato Noliani in quel tormentato ’900 “che, tra due guerre, il fascismo e la guerra fredda, ha nel complesso devastato Trieste, battuta sul tagliere della storia e fatta oggetto, come ha scritto Paolo Rumiz, di una mutazione genetica; con espulsioni e immissioni, esodi in entrata e in uscita, e corrispondenti sfruttamenti a fini politici. Con, anche, indubbi attentati alla specificità locale, all’identità triestina, contro i quali Claudio Noliani cercò di battersi, lottando – come lui stesso scrisse “contro l’invadenza dell’anti-Trieste, negatrice di ogni valore locale!”. E ciò anche sposando posizioni fortemente autonomiste negli anni del Governo Militare Alleato – analogamente all’amico Adolfo Leghissa, altro cantore della vecchia Trieste e nobile figura abbastanza dimenticata -, ma soprattutto svolgendo la sua instancabile e affettuosa opera di ricerca sul canto di tradizione orale, sul folklore locale, sul dialetto triestino collaborando al monumentale dizionario di Mario Doria; ponendosi poi, nel complesso, su una posizione “non schierata”, se non in difesa della peculiarità triestina. Una posizione che non potè certamente raccogliere consensi nei salotti della ‘Trieste bene’!”. Santin ha concluso osservando che “forse solo oggi, nel momento in cui Trieste può nuovamente e finalmente riproporsi come laboratorio d’Europa, riprendendo la sua vocazione di punto di incontro e non di scontro tra le genti latine, tedesche, slave e mediterranee, oggi forse  la figura di Noliani  può essere alfine recuperata e ricordata con la dovuta riconoscenza!”.

Infine, un commosso e puntuale ricordo anche da parte di Pier Paolo Sancin, tra i principali promotori dell’iniziativa commemorativa, e – come lo aveva già definito Luciano Santin – “unico vero Nolianologo accreditato”, in quanto studioso della cospicua mole diaristica del Maestro, da cui lo stesso Sancin ha tratto la biografia “Vita e opere di un cacciatore di antiche melodie”.

Sancin in particolare, dopo aver espresso un particolare ringraziamento al Comune e al consigliere Roberto Decarli per il fondamentale sostegno dato all’iniziativa, ha rimarcato i vasti interessi di Noliani anche per i patrimoni musicali delle zone a noi vicine, della Carnia, di Grado e Marano Lagunare, degli Sloveni “al di qua del confine”, ricordandone inoltre l’intensa collaborazione radiofonica con Radio Trieste (poi Sede Regionale della Rai per il Friuli Venezia Giulia) nonché la collaborazione con Carolus Cergoly per la scittura di una piece teatrale. Quindi, l’atteso momento della scopertura della targa del Comune che, riportando in testa una frase di Noliani, recita Chi restituisce al popolo i suoi canti che svaniscono, gli restituisce l’anima”. La Città di Trieste a  Claudio Noliani etnomusicologo.  Trieste 13 dicembre 1913 – 29 agosto 1991”.

Sempre organizzato dal Comune, e in particolare dal Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” diretto da Stefano Bianchi, in collaborazione con la Biblioteca Civica “Attilio Hortis” e con la Casa della Musica, il ricordo di Noliani, per la valorizzazione e la maggior conoscenza della sua multiforme opera, proseguirà e si approfondirà con quattro appuntamenti che si svolgeranno allo stesso Museo “Schmidl”, a Palazzo Gopcevic, in via Rossini 4, nei quattro lunedì di settembre, tutti con inizio alle ore 17.30, a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, secondo il seguente calendario:

lunedì 7, «Il canto dell’anima: Claudio Noliani etnomusicologo», tema affidato alle parole di Luciano Santin e alle esecuzioni della pianista Cristina Santin e della soprano Ilaria Zanetti;

lunedì 14, «Musa Tergestina», focus su Claudio Noliani studioso del dialetto, con Nereo Zeper e Sergio Zorzon, e Hiromi Arai al pianoforte;

lunedì 21, «Claudio Noliani letterato e compositore» con gli interventi di Gabriella Norio, Claudio Grisancich e Fulvio Marion, e le esecuzioni di Diana Perez Tedesco al violino e Carolina Perez Tedesco al pianoforte;

lunedì 28, «L’eredità di Claudio Noliani», incontro conclusivo con Giuliana Stecchina, Bruno Rossi, Pier Paolo Sancin, Valter Colle e Roberto Frisano, con Llambi Cano al pianoforte.

Ciascuna ‘puntata’ illustrerà – come si vede – un diverso aspetto della personalità e della produzione di Noliani, attraverso degli interventi critici e con l’esecuzione di alcune sue composizioni.

Roberto Toffolutti
Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

Ultime notizie

Dello stesso autore