DISABILI E TEMPO LIBERO: UNA SFIDA

Per un disabile in carrozzina anche fare una passeggiata può diventare un’impresa

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20.12.13/20.38Ma i problemi di Erica non finiscono con l’uscita da scuola.
Mettiamo che voglia andarsi a fare un giretto in autonomia, magari con una carrozzina elettronica. Dirlo è facile, farlo molto meno: un autobus su tre ha spesso la pedana che non funziona. Il più delle volte ciò è vero, altre volte è proprio l’autista che non sa farla funzionare. In questi casi sono obbligati a far arrivare un altro bus con scivolo funzionante. Anche se per Erica significa uno spreco di tempo, lei comprende che, in questo caso, si sta facendo tutto il possibile per venirle incontro. Sempre meglio di quando l’autista è andato avanti dritto fingendo di non vederla, o di quando si è dovuta sorbire i lamenti delle vecchiette (in piedi) che non volevano spostarsi dal posto assegnato alle carrozzine

Qualcuno potrebbe dirle: “Beh, fatti una passeggiata in città e hai risolto il problema”, ma Erica sa che non sarebbe così. Certo ci sono gli scivoli, SULLA MAGGIOR PARTE dei marciapiedi, ma chi garantisce che davanti non ci sia qualche macchina parcheggiata, rigorosamente senza tagliandino arancione? O, ancora peggio, parcheggiata per lungo sul marciapiede, che magari è già stretto di suo? La città, poi, non è esente dal solito problema dei bagni. I locali che ne hanno uno accessibile sono ancora pochi, e alcuni sono stati progettati da architetti che la disabilità, evidentemente, non sanno cosa sia. Per dirne una, sono capaci di posizionare un water ufficialmente a norma in uno spazio in cui un normodotato avrebbe difficoltà a girarsi. Ma ci sono casi paradossalmente peggiori, tipo: bagno largo, lavandino comodo ma wc senza maniglioni. Domanda: “come si arrangia qualcuno da solo”? Viva la privacy Silvia LUISA

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