17.10.2022 – 14:50 – Era il 1967 quando ad Aldo Brovarone, celebre designer della Pininfarina, fu dato l’incarico di disegnare la storica Dino 206 (poi evolutasi in 246) per inserire nell’allora gamma Ferrari, una piccola sportiva a due posti in grado di dare del filo da torcere sul mercato ai principali competitors; primo su tutti la tedesca Porsche che con la sua “911”, sin dal 1963, aveva avvicinato al mondo delle supercar “entry level” un gran numero di gentleman driver e piloti. La “206/246” fu un grande successo per la casa del cavallino rampante la quale, con 2487 esemplari prodotti, aveva creato una vera e propria pietra miliare nella storia della sua produzione ossia la nascita della cosiddetta “baby” Ferrari; un modello dalle dimensioni contenute ma dalla linea da supercar a tutti gli effetti e con prestazioni che non avevano nulla da invidiare ad autovetture di fascia più alta. Oggi, dopo oltre 40 anni dalla gamma denominata “Dino”, in memoria del compianto figlio di Enzo Ferrari scomparso prematuramente a causa di una malattia neuromuscolare, la casa di Maranello ha deciso di fare ritorno nel segmento delle piccole supercar presentando la gamma “296” composta dalla coupè “GTB” (Gran Turismo Berlinetta) e dalla spider “GTS” (Gran Turismo Sport). Dopo esser stata svelata lo scorso 19 Aprile alla stampa mondiale, la versione “aperta” della piccola due posti modenese, nella mattinata odierna, è scesa sullo straordinario parterre della Piazza Unità d’Italia, a Trieste, scenario scelto dalla casa del cavallino rampante per realizzare lo shooting fotografico per la rivista aziendale “Ferrari Magazine”. L’esemplare giunto nella nostra città nella straordinaria veste “Blu Racing” è dotato dell’innovativo tettuccio rigido pieghevole, il quale impiega 14 secondi per aprirsi o chiudersi e può essere azionato ad una velocità fino a 45 km/h. La GTS, pesa 70 kg in più rispetto alla sorella “GTB” a causa dei rinforzo al telaio per ovviare all’assenza del tetto e per i meccanismi di azionamento dello stesso. La vettura, è dotata di due motori; uno termico V6 da 663 cavalli ed uno elettrico (con 25 Km di autonomia di derivazione Formula 1) da 167 per un totale di 830 cavalli. Numerosi i triestini ed i turisti che si sono fermati ad ammirare il bolide italiano sfilare tra le strade pedonali del centro cittadino, tra la Piazza Unità e la Piazza della Borsa, mentre una troupe di fotografi e videomaker si accingevano ad immortalarla dinanzi alle bellezze architettoniche del Capoluogo Giuliano.


