Teatro Nuovo stracolmo per Ivano Fossati, concerto di addio con grinta

L’anima rock e intimista del cantautore genovese riscalda Udine

20.2.2012 | 15.10 – È il concerto dell’addio ma non sembra: Ivano Fossati evita qualsiasi tono celebrativo e sale sul palco pieno di grinta e di entusiasmo. Il suo Decadancing Tour, che sta riscuotendo grande successo in tutta Italia, infiamma il Teatro Giovanni da Udine, gremito in ogni ordine di posti per ascoltare il cantautore genovese.

Oltre un migliaio di fan cantano e applaudono per due ore e mezza (e chi pensa che i friulani siano freddi dovrà ricredersi!) l’esibizione, organizzata da Euritmica in collaborazione con il Comune di Udine e Azalea Promotion, di quello che dovrebbe essere – come annunciato dallo stesso Fossati lo scorso autunno – il tour di chiusura della sua carriera discografica. Ma lo spirito della serata non ha nulla di consolatorio.

Fossati sceglie una partenza decisa, che scalda subito il pubblico, con “Viaggiatori d’occidente”, seguita da “Ventilazione” e “La decadenza”, che richiama il titolo dell’ultimo album (“Decadencing”, 2011) e che riassume anche il pensiero del cantautore sulla rovina che ci circonda. Passa poi a un lungo momento intimista, alternando canzoni dall’ultimo album come “Quello che manca al mondo” e “Settembre” a successi intramontabili come la preveggente “Stella benigna”, e “Lindbergh”, uno dei più bei testi della musica internazionale.

Si arriva così alla pausa, che chiude la prima parte di concerto, senza accorgersi che il tempo è passato. La prima ora vola ascoltando “Mio fratello che guardi il mondo” e si chiude con un’ovazione sulle note de “Il disertore”. La seconda parte comincia con “La crisi”, che sembra scritta ieri e invece è di 33 anni fa. Poi, scegliendo fra i successi più popolari, propone “La musica che gira intorno” e “I treni a vapore”.

Dovendo scegliere fra i brani di percorso artistico molto articolato e una produzione musicale che ha all’attivo oltre 25 album, Fossati opta per un mix disincantato: alterna brani storici ad alcune canzoni tratte dall’ultimo album, momenti elettrici e rock ad altri più intimisti e raccolti, che propone da solo, seduto dal pianoforte, oppure accompagnato da una chitarra.

Parla poco con il pubblico, ma confessa che, dopo decine di concerti, è difficile essere spontanei nel presentare la propria band con il collaudato siparietto: sul palco alla destra del cantautore l’anima rock del gruppo (con Andrea Fontana alla batteria e percussioni e Max Gelsi al basso elettrico e acustico noti per far parte della band di Elisa, e Fabrizio Barale alle chitarre elettriche e acustiche, voce), mentre alla sinistra quella più classica, celata dietro alle maschere da Rondò veneziano, con Martina Marchiori (violoncello, fisarmonica, organetto, tastiere, percussioni), Riccardo Galardini (chitarre acustiche, nylon, elettriche, mandola) e Pietro Cantarelli (produzione artistica e arrangiamenti, pianoforte, tastiere, Hammond, chitarre elettriche, fisarmonica e voce). Un gruppo affiatato, di cui il cantautore racconta alcuni dietro le quinte.

Ventritré le canzoni nella scaletta ufficiale, a cui si aggiungeranno due supplementari con “Chi guarda Genova”, “La pianta del tè”, “Una notte in Italia”, il capolavoro “La costruzione di un amore” e “Il bacio sulla bocca”: ben cinque bis, per una fine che nessuno vorrebbe arrivasse mai. Il pubblico applaude e chiama ancora Fossati a cantare, una fan da sotto il palco si sporge per regalargli una rosa rossa.

Lui non delude e saluta il pubblico del capoluogo friulano con “Dolce acqua”, scelta probabilmente non casuale, visto che rimanda proprio agli inizi della sua carriera, quando nel 1971 aveva fondato il piccolo gruppo sperimentale dei “Delirium”. La suona con il flauto traverso, solo sul palco, prima che il sipario si chiuda davvero. Chi si aspettava di ascoltare la canzone popolare o la banda che suona il rock forse sarà rimasto un po’ dispiaciuto. O forse avrà almeno una buona scusa per illudersi che questa non sia stata davvero l’ultima volta.
 

Simonetta Di Zanutto

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