13.01.2019 – 17.55 – Durante un incontro sull’immigrazione organizzato dall’Arcidiocesi di Udine, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga è intervenuto sulla questione, criticando tanto l’atteggiamento dell’Unione Europea, quanto dei diversi paesi d’origine. Verso l’Europa si rimprovera un atteggiamento passivo nei confronti dei diversi stati di appartenenza dei migranti, mentre nei confronti di questi governi se ne rileva il carattere repressivo verso i loro stessi cittadini.
“L’Europa, anziché discutere sulla ripartizione delle quote, utilizzi la propria forza politica ed economica per far rispettare gli accordi bilaterali ai Paesi di origine che li hanno sottoscritti” ha sottolineato Fedriga.
Specificatamente ci si riferiva al Centro per la permanenza e il rimpatrio di Gradisca d’Isonzo (Gorizia) e tra le patrie dei migranti, al Pakistan.
“A dispetto di un accordo bilaterale in essere – ha spiegato Fedriga – il Pakistan non riconosce i propri cittadini e ne impedisce il rimpatrio, lasciandoli così in carico alle comunità del Paese di arrivo”.
Di qui, la richiesta all’Europa di “farsi parte attiva per sostenere le realtà che, come nel caso della nostra regione, si trovano a mantenere persone raggiunte da decreti di espulsione ma, di fatto, non allontanabili“.


