CRONACA Più di 800 le persone ad averla sottoscritta dal 26 ottobre: l’obiettivo è raccogliere 5mila firmatari

28.1.2014 | 21.01 – Una petizione lanciata sul web (e supportata da Legambiente Circolo Verdeazzurro Trieste) allo scopo di chiedere la chiusura della Ferriera di Servola, il riuso dell’area per attività non inquinanti e solide garanzie per il reimpiego dei suoi lavoratori.
Sono già oltre ottocento le persone ad aver sottoscritto in pochi mesi il documento sul sito Firmiamo.it. «Le concentrazioni di benzo(a)pirene nelle aree residenziali prossime allo stabilimento – si legge nel testo – hanno superato ripetutamente il limite medio annuo di 1 ng/mc fissato dalla normativa vigente, e nessun provvedimento concreto è stato assunto dagli enti preposti ai controlli».
Stando ai dati sulla mortalità legata alle emissioni inquinanti, la Ferriera di Servola batterebbe lo stabilimento di Taranto. «A parità di popolazione, prendendo in considerazione le morti connesse all’inquinamento degli impianti siderurgici, il numero registrato nel capoluogo giuliano (1959 decessi) è doppio rispetto a quello della città dell’Ilva».
Ne emerge, ma non certo è una novità, un quadro allarmante. Il futuro dello stabilimento, finito solo pochissimi giorni fa sulle prime pagine dei quotidiani locali, resta incerto. Il commissariamento, l’ipotesi affitto sfumata, lo stop forzato dell’altoforno e la cassa integrazione straordinaria per 300 dipendenti sono solo alcune – le più recenti – tappe nella cronistoria dell’indotto.
La petizione, che punta a raccogliere 5mila firmatari, mira a chiedere alla Regione Fvg e a tutti gli enti locali coinvolti un piano organico che preveda non solo la chiusura dello stabilimento, ma anche il «riuso dell’area della Ferriera per attività industriali non inquinanti, sia per attività logistica e portuale».
E ancora, «serie garanzie per il reimpiego dei suoi lavoratori sia nelle operazioni di bonifica del sito e del braccio di mare antistante, sia nelle attività industriali o logistiche che nel sito bonificato troveranno luogo».


