6.7.2016 | 13.34 – Sono stati presentati oggi presso la sala conferenze della Stazione marittima i dati finali del progetto europeo Smartcare di cui la regione Friuli Venezia Giulia tramite l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste è capofila. Per conto della ASUITS lo staff di coordinamento è composto da Gian Matteo Apuzzo (Project Coordinator a livello europeo), Andrea di Lenarda (Direttore Centro Cardiovascolare e Responsabile Scientifico del Progetto Europeo), Donatella Radini (Responsabile infermieristico Centro Cardiovascolare e Coordinatore Sanitario Regionale del Progetto Europeo) e Kira Stellato (Psicologa e Coordinatore Sociale del Progetto Europeo).
“La valorizzazione delle persone anziane, la qualità e l’efficacia delle cure, la possibilità di vivere il più a lungo possibile nel proprio ambiente di vita sono principi che la Regione persegue e vuole garantire anche alle persone più fragili, come le persone che presentano bisogni socio-sanitari. Il progetto SmartCare grazie a fondi europei rafforza l’impegno regionale su questi principi, confermati anche nella recente approvazione del piano 2016-2018 per l’invecchiamento attivo, dimostrando anche come le nuove tecnologie se usate nel modo giusto possono contribuire al benessere delle persone assistite. Un grandissimo ringraziamento va a tutto il personale dei Distretti Sanitari che ha partecipato al progetto.” Ha detto Maria Sandra Telesca, Assessore alla salute, integrazione socio-sanitaria, politiche sociali e famiglia.
“E’ una risposta tangibile alle nuove realtà dei bisogni di assistenza e di come seguire meglio le persone con problemi di cronicità, che sono e saranno temi emergenti per l’organizzazione sanitaria. E’ perfettamente coerente con lo spirito e i contenuti della riforma sanitaria regionale che mette al centro la persona con le sue necessità mentre organizzazione, professionisti, tecnologia, innovazione, ricerca, disponibilità di risorse, si organizzano per rispondere in maniera efficace e tempestiva. In questo senso i progetti europei sono una grande opportunità che Asuits intende perseguire ed incrementare poiché, prima dell’aspetto dei finanziamenti, pur importanti, per noi conta l’opportunità del contatto e del confronto con i professionisti europei e quindi la possibilità di crescere in conoscenza, esperienza e professionalità.” Ha aggiunto Nicola Delli Quadri, Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste.
“Il Progetto Smartcare in Friuli Venezia Giulia ha premesso di dimostrare che l’attivazione al momento della dimissione ospedaliera di un sistema di telemonitoraggio/teleassistenza domiciliare in pazienti con patologie croniche (ed in particolare con scompenso cardiaco) permette di evitare nuovi ricoveri ospedalieri ad un costo assistenziale sostenibile. Il Progetto Smartcare può rappresentare la svolta per un ulteriore miglioramento della gestione del paziente cronico complesso nel periodo critico post-dimissione ospedaliera nella nostra regione.” Ha sottolineato il dott. Andrea Di Lenarda, Direttore del Centro Cardiovascolare e Presidente dell’Associazione Nazionale Cardiologi Ospedalieri.
SMARTCARE è un progetto europeo di “Integrated Care”, sviluppatosi nell’arco di tre anni, dal 2013 al 2016, che ha coinvolto un consorzio di 24 Regioni e 40 partner totali. Il progetto è finanziato dalla Commissione Europea, DG CONNECT, attraverso il programma CIP-ICT-PSP.
Inserito nella priorità dell’Unione Europea dell’innovazione per un invecchiamento sano e attivo, promuove la valorizzazione dell’assistenza domiciliare socio-sanitaria integrata mediante l’uso di nuove tecnologie di teleassistenza e telemonitoraggio, ed è finalizzato al mantenimento a domicilio delle persone anziane con bisogni complessi che necessitano di una presa incarico integrata socio-sanitaria.
L’obiettivo generale è la promozione della salute, della qualità della vita e della vita indipendente nel proprio ambiente di vita per i cittadini anziani affetti da malattie croniche, attraverso la definizione e l’implementazione di percorsi di cura domiciliare integrata con supporto di nuove tecnologie (ICT-supported integrated care).
Le finalità del progetto sono la valutazione dell’efficacia e della sostenibilità di servizi assistenziali socio-sanitari integrati su piattaforma ICT, l’implementazione di modelli organizzativi innovativi e la valutazione dell’impatto psicologico e sociale sulle persone e gli operatori coinvolti.
Il progetto si pone anche come obiettivo l’attivazione e la promozione delle risorse a livello individuale ed organizzativo con particolare attenzione al potenziamento personale dell’utente e dei suoi familiari (empowerment), la valorizzazione dell’integrazione/relazione tra persone e risorse tecnologiche e la presa in carico integrata socio-sanitaria supportata da piattaforma tecnologica.
Il progetto è stato implementato attraverso la definizione dei percorsi di cura e dei modelli di servizi integrati, partendo dalla realtà e dall’esperienza già in atto nel contesto locale. La sperimentazione dei modelli di servizi è stata affrontata dal punto di vista organizzativo e tecnologico effettuando anche un costante monitoraggio, raccolta dati e valutazione (qualitativa e quantitativa) dei servizi, affiancata da un programma di training e di supporto costante.
Come strumenti ICT di supporto sono starti utilizzati una piattaforma per la cartella personalizzata dei partecipanti e per la raccolta dei dati accessibile a tutti gli operatori e i partecipanti in base al proprio ruolo, alcune apparecchiature installate a domicilio per la rilevazione e il monitoraggio di dati clinici e ambientali, un collettore dati (hub) domestico per il collegamento tra le apparecchiature di rilevamento e la e piattaforma integrata e per le comunicazioni tra partecipanti e operatori ed infine è stato fornito il supporto di help desk e call center.
Il disegno dello studio e la sperimentazione hanno previsto due percorsi, uno di breve termine (persone in fase di post-dimissioni) e uno di lungo termine (persone affette da condizioni croniche). I due percorsi sperimentali si distinguono per la durata dello studio degli assistiti: 3-6 mesi per i partecipanti arruolati nel percorso a breve termine di dimissione ospedale-territorio (Hospital Discharge Short-Term Pathway) e 6-12 mesi per i partecipanti arruolati nel percorso a lungo termine (Long-Term Care Pathway).
Complessivamente in 17 Distretti su 20 della regione Friuli Venezia Giulia, coordinati da ASUITS, sono stati arruolati 201 soggetti di età superiore a 65 anni, con una fragilità misurata clinicamente e affetti da patologie croniche come scompenso cardiaco, broncopneumopatia cronica o diabete mellito. I pazienti arruolati in FVG avevano una media di 81 anni, in maggioranza di sesso maschile, erano affetti da multiple patologie associate ed in trattamento in oltre la metà dai casi con almeno 7 farmaci. La maggior parte degli assistiti aveva un livello di istruzione primaria, più di 1/3 viveva da solo e non era autosufficiente. Il gruppo multiprofessionale del Friuli Venezia Giulia coinvolto nel progetto comprendeva 60 Infermieri, 40 medici di medicina generale, 16 assistenti sociali, 13 medici di distretto, 3 fisioterapisti, 7 specialisti.
Tra i 201 assistiti, mentre in 101 è proseguita l’assistenza domiciliare tradizionale, in 100 è stato implementato il monitoraggio e la trasmissione automatica ad una piattaforma informatica della pressione, peso, frequenza cardiaca e saturazione e di alcuni parametri ambientali. La grande maggioranza (182 – 91%) degli assistiti ha portato a termine il progetto dimostrando una buona aderenza.
Nei confronti dei pazienti in Assistenza Domiciliare Integrata tradizionale, i pazienti arruolati in fase di post-dimissione al telemonitoraggio domiciliare dimostravano una significativa riduzione dei giorni di ricovero (2 giorni in meno di ricovero ospedaliero o in RSA per assistito per mese) al costo assistenziale di 1 accesso domiciliare in più per controllo dei device o per instabilità clinica dell’assistito ogni mese. Questi risultati erano significativi nei pazienti con scompenso cardiaco.
Il FVG ha dichiarato il mantenimento del servizio nella programmazione socio-sanitaria dal 2017 e la AAS1 ha approvato un decreto per il mantenimento del servizio a Trieste.
Le regioni coinvolte nel progetto sono 24, di cui 9 impegnate nelle attività sperimentali (deployment sites) e 15 coinvolte nello scambio delle esperienze acquisite (Committed Regions Board). Nel progetto sono presenti le associazione di rappresentanza degli users: anziani, pazienti, infermieri, assicurazioni, industrie.



