18.10.2018 – 16.21 – Francesco Russo e i giovani, le idee nuove ma senza rottamazioni, il Porto Vecchio, l’ammirazione per il coraggio e le capacità di Trieste di fronte alle nuove opportunità che si stanno presentando; e poi dinamismo e spirito d’accoglienza. Con questi sentimenti e con la foto di due giovani donne che, per la prima volta, dopo l’incubo dei barconi, sono tornate in mare in occasione di Barcolana 50 – “la più bella di sempre”, Russo ha concluso ieri sera, nella sala dell’hotel Savoia Excelsior Palace, gremita proprio di giovani e di pubblico, l’introduzione all’incontro con lui e con Nicola Zingaretti, passando poi il microfono proprio al presidente della Regione Lazio protagonista nelle ultime settimane, ricche di novità politiche, della manifestazione in Piazza del Popolo e di altri importanti interventi e iniziative in area democratica che segnano il sostanziale avvio del percorso congressuale del PD.
“Il PD ha perso negli ultimi dieci anni il 50 per cento del proprio consenso; se guardiamo però a un altro grafico, quello che ci indica le situazioni di diseguaglianza sociale” ha detto Zingaretti, “e quindi di distribuzione non equa della ricchezza, vediamo come questo grafico parallelamente cresca, e diventi proprio lo specchio di quel crollo. Non credo che stare all’opposizione e basta possa essere una risposta alle esigenze del paese: il PD deve riprendere a incarnare nuovamente l’alternativa. Non voglio pensare alle battute”, ha detto ancora “di chi dice: ‘dello spread non m’importa niente”, con un chiaro riferimento alla manovra economica del governo Lega-Movimento 5 Stelle che identifica come causa di forte rischio, per il nostro paese, di una crisi senza precedenti.
Sul tema economico Zingaretti, richiamando alla memoria Robert Kennedy, ha spiegato la sua idea sul come, nel complesso e veloce mondo contemporaneo, gli indicatori economici vadano identificati e letti diversamente dal passato, contestualizzando in modo migliore il PIL – prodotto interno lordo di un paese – che non è più un indicatore di per sé sufficiente a comprendere e descrivere la situazione reale del paese stesso. “Il PIL ci indica il prodotto, la ricchezza”, ha ricordato Zingaretti, “ma non ci dice come, all’interno di un paese, essa sia distribuita”. Prima di cedere la parola al pubblico per un Question Time di due minuti per domanda, Zingaretti poi ha sottolineato come sia giunto a sua opinione il momento di costruire assieme un’empatia della giustizia da contrapporre a quella che ha definito come empatia dell’odio, comune denominatore di un certo populismo e di un pericoloso sovranismo. “Occorre ripartire da capo, assieme alla gente comune. Io non credo nell’idea di un PD che deve assolutamente e per forza di cose sciogliersi, l’ho detto più volte. È chiaro, è evidente che non possiamo proseguire per questa strada; io penso però che si possa, invece di fermarsi, andare avanti cambiando strada”.


