11.11.2015 | 19.43 – Nota ufficiale del San Luigi Calcio, firmata dal presidente Peruzzo, per smentire le accuse rivolte a un dirigente della società calcistica triestina che, secondo il Kras, avrebbe impedito ai pulcini della squadra carsolina di intonare il tradizionale saluto in sloveno prima dell’inizio della gara. Qui di seguito trovate la nota del San Luigi e subito dopo il testo pubblicato sabato scorso dal Kras sulla pagina Facebook della società.
“In riferimento all’episodio accaduto in data 7 novembre 2015 durante l’incontro categoria pulcini tra le squadre del San Luigi e del Kras Repen, e a quanto riportato sugli articoli apparsi sugli organi di stampa locali e nazionali, l’ASD San Luigi Calcio dopo avere accertato quanto successo, sentito le testimonianze delle persone presenti e coinvolte, ed avere esaminato le immagini riferite al caso, intende smentire in modo assoluto le accuse mosse nei confronti del proprio dirigente e le conseguenti dichiarazioni contenute nella nota diramata dall’ N.K. Kras Repen.
Il San Luigi Calcio si augura che di fronte all’evidente inesistenza delle frasi discriminatorie attribuite al nostro dirigente, la Società Kras Repen provveda immediatamente a rettificare quanto affermato in precedenza attraverso un comunicato stampa, riservandosi in caso contrario di tutelare la propria immagine e reputazione nelle sedi opportune.
Facciamo presente che l’ ASD San Luigi Calcio è sempre stata una Società aperta ad ogni tipo di dialogo con qualsiasi etnia, come dimostrato dal consistente numero di ragazzi stranieri tesserati per la nostra Società”.
Il Presidente
Ezio Peruzzo
Pulcini: a San Luigi (Trieste) vietato salutare in sloveno
Sabato 7 novembre, ore 15, splende il sole sul campo di calcio a sette di via Felluga, terreno di gioco dell’asd San Luigi. In programma c’è San Luigi A-Kras Repen A, partita valida per la quarta giornata del torneo autunnale riservato alla categoria Pulcini. In campo bambini nati nel 2005. Tutto tranquillo. Sino al momento dei rispettivi saluti iniziali verso le squadre avversarie.
I giocatori del Kras Repen, squadra della comunità slovena della provincia triestina, sono soliti salutare in lingua slovena con il classico saluto “zdravo”. Un’usanza che, grossomodo dalla fine del Fascismo, contraddistingue tutte le squadre slovene triestine e goriziane di calcio (Primorje, Breg, Vesna, Zarja, Sovodnje, ecc.).
Il piccolo capitano del Kras Repen, però, al momento del saluto… si blocca e abbozza un “hip hip urrà” peraltro non ben riuscito.
Sugli spalti i genitori dei ragazzi del Kras Repen si guardano e si interrogano sul perché il saluto non sia stato eseguito, come sempre, in sloveno. A fine partita l’arcano viene svelato: il capitano del Kras Repen racconta che al momento di entrare in campo il dirigente arbitro, messo a disposizione dal San Luigi, ha intimato al piccolo giocatore della squadra di Monrupino di fare il saluto solamente in italiano.
Alla domanda: «Perché?», rivolta dal capitano del Kras, la risposta è stata eloquente: «Stai zitto, qui siamo in Italia, il saluto lo fai solo in italiano».


