13.4.15 | 00.01 – La Slovenia alle prese con la crisi perde la proprietà di uno dei suoi marchi nazionali.
È di ieri ( lunedì) la notizia che la Heineken, terzo maggior produttore di birra mondiale, ha annunciato di aver stipulato un accordo con il fondo DUTB per acquisire il 51.5% della “Laško Pivo”, il maggiore produttore di birra della Slovenia, proprietaria tra l’altro del marchio “Union”.
Le azioni Laško avevano subito un rialzo del 5% prima che venerdì il titolo fosse sospeso in attesa delle decisioni di oggi.
L’offerta della Heineken, di 25.56 euro ad azione, ha eliminato dalla competizione i fondi di investimento Bain capital, Kohlberg Kravis Roberts (KKR), CVC Capital Partners e Mid Europa Partners.
Seguirà un’ulteriore proposta del colosso olandese per l’acquisto dell’intera azienda in quanto la legislazione slovena impone all’azienda che acquisisce almeno un terzo di una società, di fare una offerta per la parte rimanente.
Il prezzo dell’intera operazione dovrebbe attestarsi attorno ai 400 milioni di euro, considerando la pesante situazione debitoria della società, messa per questo motivo sul mercato lo scorso anno.
L’amministratore delegato di Heineken, Jean Francois Van Boxmeer ha dichiarato- «l’acquisizione di questi due marchi nel nostro “portafoglio” rafforzerà la nostra presenza nella regione».
La Heineken già in precedenza aveva lodato l’alta qualità dei produttori di birra sloveni e immaginava come possibile la commercializzazione del marchio Lasko fuori dal paese.
La Slovenia viene considerata come un mercato posizionato centralmente rispetto agli altri mercati già occupati dal produttore olandese, già presente in Italia, Croazia, Ungheria e Austria.
L’acquisto della Laško rappresenta per la Heineken una operazione economica di “modesta” entità; il gruppo già presente in Messico, dove ha recentemente annunciato ulteriori investimenti per 474 milioni di dollari per la costruzione del 7 stabilimento nel paese centroamericano, nel 2012 ha speso 6 miliardi di dollari per acquisire il pieno controllo del produttore di birra asiatico ” Tiger beer”.
Marco Bonini
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