In arrivo la verifica dell’età sui social, s’ispira al Green pass

14 luglio 2026 – ore 07:30 – Verifica dell’età sui social: una nuova regola europea sarà proposta dopo l’estate, secondo quanto annunciato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen ieri in conferenza stampa a Bruxelles, in occasione della presentazione di un rapporto sulla sicurezza online dei minori. A questo link il discorso integrale di von der Leyen, peraltro ricco di considerazioni condivisibili sui pericoli derivanti dall’esposizione dei bambini agli schermi degli smartphone, tra cui dipendenza, sconvolgimenti emotivi e psicosociali, contatto con contenuti inappropriati, cyberbullismo, potenziali conseguenze sullo sviluppo del cervello. Su queste basi, la dichiarazione che apre la strada all’introduzione, già preannunciata nei mesi scorsi, della verifica dell’età sui social, ispirandosi alle infrastrutture tecnologiche già sviluppate in Europa per la verifica del Green pass. Letto in combinazione con altre iniziative europee come i regolamenti cosiddetti “chat control” o il più ampio discorso sull’identità digitale, ciò fa storcere il naso a coloro che hanno una sensibilità marcatamente pro privacy online, in quanto dal loro punto di vista la verifica dell’età sui social potrebbe essere un pretesto per identificare gli utenti del web, anche se ufficialmente non c’è prova che una simile eventualità sia allo studio, anzi: l’app dovrebbe controllare solo i dati anonimizzati relativi all’età, senza accedere ai dati personali. Nel dibattito, la contro-argomentazione abituale è: chi controllerà i controllori?

Chi invece è favorevole all’iniziativa europea potrà a sua volta ribattere: chi nulla ha da nascondere, non avrà rimostranze nel farsi controllare. E così via: il dibattito potrebbe continuare, sostenendo che un comportamento oggi legale potrebbe in futuro diventare illegale, come per esempio un’opinione politica scomoda. Nel frattempo, ha dichiarato ieri von der Leyen: “È chiaro che abbiamo bisogno di restrizioni sulle piattaforme adeguate all’età degli utenti. Non si tratta di stabilire se i bambini possano accedere ai social media. Si tratta di decidere se e quando i social media possano avere accesso ai nostri bambini. La domanda non è più se i bambini siano esposti a rischi online, ma cosa possiamo fare per garantire loro un inizio più sicuro nel mondo digitale. In questo contesto, la nostra app per la verifica dell’età è uno degli strumenti che possono contribuire a raggiungere questo obiettivo. È facile da usare, tutela la privacy ed è open source. Si tratta di restituire il controllo ai genitori Più impariamo e più osserviamo l’impatto dei social media sui nostri bambini, più si rafforza l’argomento a favore dell’introduzione di un’età minima per l’accesso ai social media. Così come non consegniamo ai nostri figli le chiavi dell’auto prima che abbiano ottenuto la patente, né permettiamo loro di acquistare alcolici prima che abbiano raggiunto l’età prevista dalla legge, allo stesso modo dobbiamo stabilire l’età a partire dalla quale possano accedere legalmente ai social media”.

Articolo di Lilli Goriup

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