28 giugno 2026 – ore 12:45 – Una giornata destinata a entrare nella storia delle istituzioni italiane. A Pordenone è stata celebrata la prima unione civile tra due sindaci in carica: a dirsi “sì” sono stati Alessandro Basso, sindaco di Pordenone eletto con Fratelli d’Italia, e Loris Bazzo, sindaco di Carlino (Udine), esponente della Lega. La coppia, legata da circa cinque anni, rappresenta un caso senza precedenti tra gli amministratori locali italiani. La cerimonia si è svolta alla presenza di circa 500 invitati ed è stata officiata dall’ex sindaco di Pordenone Alvaro Cardin, 90 anni, storico esponente della Democrazia Cristiana che ha guidato la città negli anni Ottanta e Novanta. Numerose le autorità politiche presenti. Hanno partecipato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e l’europarlamentare Alessandro Ciriani, già sindaco di Pordenone per due mandati e predecessore di Basso alla guida del Comune. Presenti anche la viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava e gli assessori regionali del Friuli Venezia Giulia Cristina Amirante, Riccardo Riccardi e Fabio Scoccimarro. Assente, invece, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga.
L’evento ha suscitato attenzione anche sul piano politico. Il leader di Italia Viva ed ex presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ricordato sui social che l’unione è stata resa possibile dalla legge sulle unioni civili approvata durante il suo governo, sottolineando come i due sindaci appartengano a partiti che all’epoca si erano opposti alla riforma. “Viva gli sposi”, ha scritto Renzi. La vicenda aveva attirato l’interesse dei media già nei mesi scorsi, proprio per il carattere inedito dell’unione civile tra due primi cittadini appartenenti a forze politiche del centrodestra. Alessandro Basso, dirigente scolastico ed ex consigliere regionale, e Loris Bazzo avevano annunciato l’intenzione di formalizzare la loro unione dopo cinque anni di relazione.
Articolo di Francesco Viviani


