4 giugno 2026 – ore 14:30 – Non solo la tradizionale sfilata delle Forze armate. La parata del 2 giugno 2026 ai Fori Imperiali ha segnato una svolta nell’impostazione della Festa della Repubblica, proponendo una rappresentazione più ampia dello Stato e mostrando, per la prima volta in modo organico, le tecnologie che caratterizzeranno la Difesa italiana dei prossimi anni. L’edizione di quest’anno, che ha celebrato l’80° anniversario della Repubblica, è stata organizzata secondo una nuova architettura composta da dodici settori tematici. Una scelta che ha superato il tradizionale schema per Corpi e amministrazioni, consentendo ai diversi protagonisti della vita istituzionale del Paese di sfilare in comparti dedicati. Oltre 5.500 donne e uomini hanno preso parte alla manifestazione lungo via dei Fori Imperiali, insieme a 280 sindaci provenienti da tutta Italia con la fascia tricolore, in una formula definita dagli organizzatori “modulare”, pensata per raccontare le diverse componenti dello Stato. Tra le principali novità figura la partecipazione autonoma del Corpo di polizia penitenziaria, che per la prima volta ha sfilato in un proprio settore esclusivo con rappresentanze operative, banda musicale, mezzi e personale. Una presenza che ha evidenziato il crescente riconoscimento istituzionale del Corpo all’interno del sistema di sicurezza nazionale.
Storica anche la partecipazione dei cappellani militari. Per la prima volta nella storia delle celebrazioni repubblicane, sacerdoti dell’Ordinariato Militare per l’Italia hanno preso parte alla sfilata. Una scelta che ha suscitato dibattito nel mondo ecclesiale e nell’opinione pubblica, dividendo quanti ne hanno sottolineato il ruolo di assistenza spirituale ai militari e quanti hanno espresso perplessità sull’opportunità di una presenza in un contesto marcatamente militare. Ma il cambiamento più evidente ha riguardato i sistemi tecnologici esposti durante la parata. Accanto ai mezzi tradizionali hanno fatto il loro debutto lungo i Fori Imperiali piattaforme e apparati che rappresentano l’evoluzione della Difesa contemporanea. Tra questi il sistema antidrone Skynex, sviluppato per il contrasto alle minacce aeree a corto raggio, comparso per la prima volta nella sfilata del 2 giugno. Presenti anche il drone ad ala fissa Rapier X-25 per attività di ricognizione e sorveglianza, i sistemi a pilotaggio remoto Xenon e Radon X per l’acquisizione di dati tattici, il veicolo subacqueo autonomo Hugin, impiegato per l’identificazione di oggetti sui fondali fino a 3.000 metri di profondità, e il drone Scan Eagle utilizzato dalla Marina Militare per missioni di sorveglianza a lungo raggio. Una vetrina che ha mostrato il progressivo spostamento dell’attenzione dalle piattaforme convenzionali verso capacità legate all’intelligence, alla raccolta dati, al dominio subacqueo e al contrasto delle minacce provenienti dai sistemi senza pilota. Tra i momenti più apprezzati dal pubblico anche il saluto di Briciola, mascotte della Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo. La cagnolina, presente alle celebrazioni da quattordici anni, ha partecipato alla sua ultima parata ricevendo l’affetto degli spettatori lungo il percorso.
Articolo di Francesco Viviani


