Spilimbergo, una gita tra bellezza friulana e le ‘Stelle’ del cinema fotografate da Montesi

20 maggio 2026 – ore 11:00 – La mostra Stelle, personale di Stefano Cristiano Montesi, sarà l’occasione giusta per pensare a Spilimbergo non come a una semplice tappa di passaggio, ma come alla meta di una giornata intera, soprattutto per chi arriva da Trieste e sceglie di attraversare il Friuli per immergersi in un racconto fatto di cinema, fotografia e bellezza urbana. Inaugurata nell’ambito della XII edizione de Le Giornate della Luce, in programma a Spilimbergo dal 6 al 14 giugno 2026, l’esposizione sarà visitabile a Palazzo Tadea dal 7 giugno al 6 settembre. Curata da Antonio Maraldi e Alvise Rampini, con la compartecipazione paritaria del Centro di ricerca e archiviazione della fotografia, la mostra porta al centro dell’attenzione uno dei nomi più autorevoli della fotografia cinematografica italiana: Montesi, attivo dagli anni Novanta, ha attraversato set, festival e produzioni internazionali costruendo un archivio visivo che racconta non solo i volti più riconoscibili del grande cinema, ma anche ciò che normalmente resta ai margini dello sguardo dello spettatore. Fotografie di scena, immagini di backstage, materiali promozionali e ritratti d’autore compongono così un percorso che restituisce la complessità del lavoro cinematografico, sospeso tra preparazione e azione, concentrazione e attesa, costruzione dell’immagine e improvvisa apparizione della verità.

Il valore di Stelle sta proprio nella sua capacità di andare oltre la celebrazione dei grandi nomi. Certo, nelle fotografie di Montesi passano interpreti come Denzel Washington, Tom Cruise, Nicole Kidman, Anthony Hopkins, Sean Penn, Russell Crowe, Scarlett Johansson, Meryl Streep, Christian Bale, Woody Allen e Antonio Banderas, accanto a molti protagonisti del cinema italiano; ma la mostra non si limita a trasformare Palazzo Tadea in una galleria di volti celebri. Il suo interesse più profondo è nello sguardo: quello di un fotografo che ha saputo cogliere e interpretare l’atmosfera del cinema; la sua identità visiva, avvicinando anche il lato più umano. Montesi è, in questo senso, un fotografo capace di abitare il set e di restituirne la tensione, la sospensione, la grazia nascosta nei momenti laterali. La sua carriera, fatta anche di collaborazioni con registi come Gabriele Salvatores, Paolo Virzì, Ridley Scott, Danny Boyle e Angelina Jolie, diventa così il punto di partenza per una riflessione più ampia sul ruolo della fotografia nel racconto cinematografico contemporaneo, in un settore che negli anni ha cambiato tecnologie, tempi di produzione e forme di promozione, ma continua ad avere bisogno di immagini capaci di fissare una presenza.

Una volta usciti dalla mostra, Spilimbergo merita di essere vissuta senza fretta, trasformando la visita in un itinerario tra arte, storia e scorci friulani. Il percorso può cominciare da corso Roma, entrando nella zona pedonale dalla torre Occidentale, con l’orologio e l’affresco del leone marciano, per poi proseguire tra i porticati dei palazzi colorati e arrivare in piazza Garibaldi, dove si apre lo scorcio sulla chiesa di San Giovanni dei Battuti. Da lì il centro storico si stringe nei vicoli dell’antico Borgo Orientale, mostrando la facciata affrescata di palazzo Monaco e poi la torre Orientale, affiancata dalla Casa Dipinta, oggi una delle presenze più scenografiche del borgo. Superato l’arco, piazza Duomo accoglie il visitatore con palazzo la Loggia, il duecentesco palazzo del Daziario e soprattutto il Duomo, nato nel 1284 e concluso nel 1420, con il suo fianco monumentale, i sette rosoni e gli interni affrescati, tra le meraviglie artistiche della città. Poco oltre, il castello conserva il fascino di un complesso stratificato nei secoli, affacciato verso il Tagliamento e impreziosito dal palazzo Dipinto.

La passeggiata può poi salire verso Borgo Valbruna e palazzo di Sopra, oggi sede comunale, da cui lo sguardo si apre sul fiume e sui monti della Carnia, prima di scendere eventualmente verso la chiesetta dell’Ancona o perdersi tra le vie dedicate ai pittori friulani. E a completare la giornata resta una tappa ideale alla Scuola Mosaicisti del Friuli, luogo unico al mondo che racconta un’altra anima artistica di Spilimbergo, prima di fermarsi in centro per assaggiare i sapori friulani e chiudere con il dolce di Spilimbergo, sottile sfoglia dal cuore morbido alle mandorle.

Articolo di Agata Cragnolin

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