Turismo, quanto mi costi. In Croazia anche il governo chiede prezzi più bassi

15 maggio 2026 – ore 10:30 – In Croazia ristoratori, alberghieri e operatori proprio non vogliono far scendere i prezzi nelle località turistiche. Nemmeno quando è il governo a chiederglielo. La situazione, col passaggio all’euro, è ormai nota da qualche anno: i prezzi, degli alimenti in particolare, ma non solo, sono schizzati verso l’alto a seguito del rimbalzo post Covid, della fiammata inflazionistica e della conversione all’euro. Prezzi doppi, tripli, quadrupli: un fenomeno soprattutto istriano e soprattutto turistico. Ora il Ministro del Turismo Tonci Glavina ha gentilmente invitato gli operatori di ridurre i prezzi delle offerte turistiche dal 10 al 20 percento; il timore concreto, in un’economia dominata dal turismo come quella croata, è di perdere i clienti affezionati a favore di mete meno esigenti. L’Albania dopotutto non è così lontana… Il Ministro, nello specifico, aveva chiesto di abbassare i margini nei confronti di gestori di hotel, B&B e ristoratori. Pioggia, anzi diluvio di critiche, condite dal solito ritornello: il mercato decide i prezzi, non gli imprenditori.

L’associazione Glas Poduzetnika/ La Voce degli imprenditori che rappresenta le PMI attive nel turismo croato hanno chiesto su quali basi sia stata decisa la soglia di abbassamento del 20%, rigettando la richiesta: “Non contestiamo la necessità di rafforzare la competitività del turismo croato, ma le aspettative pubbliche rivolte alle aziende dovrebbero basarsi su analisi economiche trasparenti e su valutazioni concrete degli effetti sull’economia”.
In generale gli operatori hanno rifiutato la richiesta di calare i prezzi, sostenendo che siano in linea con l’inflazione, i costi energetici e l’amento delle materie prime. In generale la tesi sostenuta è che le spese siano cresciute e che i prezzi riflettano tutto ciò.
Eppure vi sono diversi elementi che non tornano: i prezzi infatti, fuoriusciti dalle città turistiche e dalla costa, calano all’improvviso; e sembra scorretto scrivere di costo del lavoro crescente, considerando l’utilizzo in massa di lavoratori extra UE, specie filippini.

Intanto, nonostante i numeri rimangano alti e le prenotazioni più che generose, la crescita degli introiti dal turismo per l’economia croata si è ridotta negli ultimi anni. La nazione, nel 2025, ha infatti incassato 15,3 miliardi di euro di entrate dal settore, 300 milioni in più rispetto all’anno scorso; e tuttavia guardando ai grafici di lungo periodo ciò equivale con chiarezza ad un calo. In proporzione le entrate avrebbero dovuto essere molto maggiori.
Se invece si confrontano i dati sui prezzi, specie guardando ad altre nazioni attive nell’ambito turistico (Grecia, Spagna…) la Croazia rimane il paese che ha avuto la crescita di prezzi maggiore.

Articolo di Zeno Saracino

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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