1 maggio 2026 – ore 10:30 – Chi visita la Croazia per lavoro o turismo, sono numerosi i triestini in entrambe le categorie, avrà osservato come bar, ristoranti e alberghi delle più rinominate località balneari abbiano ormai assunto, per la stragrande maggioranza, personale straniero, in particolare dal sud oriente asiatico. Su queste professioni, spesso inserite in contratti pirata o comunque dai contorni alquanto incerti, si è inserito il governo di Zagabria che ha varato nuove leggi per i lavoratori stranieri in Croazia. Il neo regolamento, la cui entrata in vigore viene affidata al Ministero dell’Interno, prevede criteri molto più rigidi per chi proviene da paesi extra UE e chiede il permesso di lavoro.
Guardando nell’ordine quanto viene richiesto, si incontra innanzitutto la necessità di una documentazione sanitaria completa, incluso lo stato di salute generale e il certificato vaccinale; a questo proposito i lavoratori stranieri dovranno dimostrare di essere in regola con il programma vaccinale croato.
Inoltre il lavoratore dovrà avere un contratto di lavoro regolare e un contratto di affitto obbligatorio; a quest’ultimo proposito si chiede che l’alloggio abbia la metratura e in generale gli standard requisiti dalla legge. Il pensiero corre alle tante case dormitorio nelle località turistiche, spesso garage o capannoni riciclati. L‘affitto inoltre non dovrà superare il 30% del salario netto del lavoratore e verrà messo nero su carta tramite un contratto scritto onde indicare il numero delle persone nell’appartamento e il prezzo.
Avrà davvero una reale utilità, la legge in questione? A fronte di un ‘sommerso’ già attualmente molto ampio certo potrebbe comunque aiutare; si consideri che in Croazia vi sono 105mila lavoratori da paesi extra UE registrati con permesso di lavoro; a cui aggiungere poi gli irregolari.
Le tre categorie più diffuse sono i bosniaci (10208), i filippini (9804) e i nepalesi (8429). Inoltre nei primi tre mesi dell’anno sono stati rilasciati 47mila nuovi permessi. In ambito di infrazioni, di nuovo, occorre sottolinearlo sono solo un frazione del ‘sommerso’ reale, sono stati registrati 10765 violazioni della legge sugli stranieri, con sanzioni complessive per 1,2 milioni. I lavoratori stranieri clandestini si concentrano soprattutto nella ristorazione, nei servizi taxi e nei cantieri dell’edilizia.
Articolo di Zeno Saracino


