Entro il 2028 Trieste come sbocco al mare dell’Ungheria, l’annuncio di Budapest

20.02.2026 – 15.30 – “Sarà pronto per il 2028” il nuovo terminal della società pubblica ungherese Adria Port nell’area ex Aquila del Porto di Trieste. Lo ha annunciato il viceministro degli Esteri ungherese, Magyar Levente, a Roma per un incontro sullo sviluppo di Trieste, descritta nell’occasione dal quotidiano Hungary Today come un’importante città nel Nordest italiano nonché chiave d’accesso ai mercati globali per l’Europa centro-orientale, dal significato anche simbolico per Budapest, che ha perso lo sbocco al mare dopo la Prima guerra mondiale. Dal canto suo, il diplomatico magiaro ha affidato a Fb il suo commento: “Al centro dei colloqui c’era chiaramente lo sviluppo di Trieste, la più grande impresa della cooperazione economica italo-ungherese degli ultimi decenni. Trieste un tempo era la quarta città più grande della monarchia austro-ungarica dopo Vienna, Budapest e Praga. Era anche il primo porto dell’Impero. Molti imprenditori ungheresi lavoravano nella capitale dell’Adriatico settentrionale. Tra gli altri, il magnate del caffè Ferenc Illy ha costruito a partire da qui il suo impero globale. La nostra presenza ha basi storiche, sulle quali il governo italiano ci sta fornendo un sostegno amichevole. Il progetto portuale triestino rappresenta una seria sfida professionale, in primo luogo per il complesso sistema di aspetti di tutela ambientale, che richiede un costante coordinamento politico tra le parti”.

Il viceministro ungherese lo ha scritto su Fb ieri, 19 febbraio 2026, a proposito dell’avvenuto incontro con gli omologhi italiani Edoardo Rixi (Trasporti), Edmondo Cirielli (Esteri) e Vannia Gava (Protezione ambientale e Sicurezza energetica). “I lavori del cantiere procedono a ritmo ragionevole, in linea con il programma prestabilito”, ha continuato Magyar Levente: “La prima fase sarà completata a breve. Questo investimento rappresenta un vantaggio economico tangibile per l’Ungheria. Rafforza le nostre posizioni commerciali estere, migliora le nostre opportunità logistiche e aumenta la competitività internazionale delle aziende ungheresi nel lungo periodo, compensando in parte gli svantaggi derivanti dal fatto l’Ungheria non ha un suo mare. La cooperazione italo-magiara offre una base stabile per questo lavoro, non è più una semplice collaborazione bensì un’amicizia”. Concetti analoghi sono stati ribaditi anche dai media ungheresi che hanno ripreso l’incontro. Allo stesso tema infatti ha dedicato un approfondimento (disponibile cliccando qui) la testata Hungary Today, che cita un’altra dichiarazione del viceministro, secondo cui “dopo più di cento anni, l’Ungheria sta facendo ritorno al mare”. L’articolo non finisce qui.

Il giornale ungherese, citando ancora il viceministro, scrive inoltre: “L’Ungheria avrà di nuovo accesso diretto al mare poiché il porto ungherese a Trieste sta venendo costruito a piena velocità. Il progetto potrebbe essere parzialmente operativo dal 2028 e potrebbe portare a un nuovo livello la competitività del commercio ungherese all’estero. Il cantiere è entrato in una fase spettacolare, è in costruzione un nuovo muro di banchina ed è in corso il dragaggio. Il governo italiano ha contribuito finora con più di 20 miliardi di fiorini (pari a circa 52,8 milioni di euro) al progetto. Contemporaneamente sono in corso anche preparativi per lo sviluppo dell’area statale ungherese. L’investimento viene infatti attuato attraverso la cooperazione bilaterale, con entrambe le parti che investono un significativo capitale finanziario e politico”. Nella chiosa dell’articolo, Hungary Today descrive infine Trieste nei seguenti termini: “Un’importante città del Nordest italiano, all’estremità del Mare Adriatico, vicino al confine con la Slovenia. Il suo porto è uno dei pochi in zona in grado di gestire navi da carico, rendendosi una porta di accesso chiave per l’Europa centrale e orientale ai mercati globali. Il progetto portuale di Trieste non è solo di importanza economica ma anche simbolica. L’Ungheria ha perso il suo sbocco al mare dopo la Prima guerra mondiale, l’attuale investimento è un risultato storico”. L’Ansa oggi riferisce inoltre di un sopralluogo nel cantiere portuale effettuato dai viceministri, Levente e Rixi, accompagnati dall’assessore regionale del Friuli Venezia Giulia Pierpaolo Roberti.

[l.g.]

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