Trieste cambia volto: nasce il quartiere che sfida l’isolamento degli anziani

30 giugno 2026 – ore 16:20 – Realizzare un nuovo modello di abitare dedicato alla popolazione anziana, capace di integrare alloggi accessibili, servizi sociali, assistenza sanitaria e vita di comunità. È l’obiettivo del Protocollo d’intesa sottoscritto dalla Fondazione CRTrieste, dall’ASP ITIS, dal Comune di Trieste e dall’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina per avviare un progetto di rigenerazione urbana orientato all’inclusione. L’iniziativa nasce per rispondere all’invecchiamento della popolazione, favorendo la permanenza degli anziani nel proprio contesto di vita in condizioni di sicurezza, autonomia e partecipazione sociale. Il progetto prevede la realizzazione di condomini multigenerazionali privi di barriere architettoniche, con soluzioni abitative innovative destinate sia ad anziani autosufficienti sia a persone non autosufficienti. L’obiettivo è creare un ecosistema urbano nel quale il quartiere diventi non solo luogo di residenza, ma anche spazio di relazioni, mutualismo e servizi di prossimità. Gli interventi interesseranno tre immobili di proprietà dell’ASP ITIS, situati in via Manzoni 2, via Foscolo 15 e via D’Azeglio 5, destinati a diventare il fulcro del nuovo modello sperimentale, integrando abitazioni, assistenza sociosanitaria e attività comunitarie.

La Fondazione CRTrieste contribuirà all’ideazione e allo sviluppo dell’iniziativa, sostenendo la progettazione architettonica e partecipando ai costi di realizzazione dopo la definizione del quadro economico. L’ASP ITIS metterà a disposizione gli immobili e la rete dei servizi già presenti sul territorio, tra cui il Centro Servizi di via Pascoli e lo Sportello di Portierato Sociale di via Foscolo. Comune di Trieste e ASUGI collaboreranno invece allo sviluppo dei servizi di prossimità, dei percorsi di integrazione sociosanitaria e delle attività di accompagnamento rivolte ai futuri residenti. «L’obiettivo condiviso – spiegano i sottoscrittori – è costruire una città capace di accompagnare l’invecchiamento della popolazione attraverso soluzioni innovative che mettano al centro la persona, valorizzino le relazioni di comunità e consentano agli anziani di continuare a vivere nel proprio territorio, mantenendo autonomia, dignità e qualità della vita».

Articolo di Francesco Viviani

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