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lunedì, 3 Ottobre 2022

Scuole di Trieste verso la riapertura tra nuovi spazi e attrezzature

11.08.2020 – 14.55 – Il Comune di Trieste si prepara in vista della sempre più vicina riapertura delle scuole prevista per il 16 settembre, per consentire a bambini e ragazzi di fare ritorno nelle aule in totale sicurezza.
Le iniziative messe a punto, illustrate questa mattina dagli assessori ai Lavori pubblici, Elisa Lodi, e all’Educazione, Angela Brandi, assieme alla presidente della V Commissione Cultura-Educazione ed al direttore di Servizio Edilizia scolastica Luigi Fantini, vedono centrale il ruolo svolto dai tavoli di concertazione attivati con i dirigenti scolastici al fine di analizzare e concordare le necessità legate sia al funzionamento (mensa e Sis), che ai lavori di edilizia necessari per garantire gli spazi entro l’inizio delle lezioni.

Innanzitutto è stato ricordato come il Comune di Trieste, attraverso uno specifico finanziamento europeo PON, tramite il MIUR, di 670 mila euro, ha avviato un concordato programma di interventi edili con una trentina di aule ampliate e modificate, e di acquisti di attrezzature come tavoli e sedie per le mense, per sopperire alle esigenze di distanziamento interpersonale. Entrando nel dettaglio, sono stati già ultimati i lavori di adeguamento delle aule della scuola Sauro (220.000 euro); altri lotti saranno portati a termine entro settembre, con l’adeguamento di ulteriori spazi in diversi plessi scolastici (350 mila euro) nonché l’acquisto di attrezzature e arredi per le mense (100.000 euro).
Tra gli altri interventi, si è poi provveduto a noleggiare, con una spesa di 100 mila euro, anche due casette prefabbricate di 400 e 200 mq che nell’altipiano saranno destinate a favore delle scuole Trubar e Ciok, mentre in accordo con l’Università degli Studi è stato confermato che in caso di necessità si potranno anche utilizzare gli spazi dell’ex sede della Facoltà di Storia in via Economo.
E’ stato inoltre ricordato che l’Amministrazione comunale provvederà ad assumere 48 educatori a tempo determinato (30 per le scuole dell’infanzia, 18 per i nidi) con una spesa di quasi 1 milione di euro per il bilancio comunale.

Tra le criticità riscontrate e per le quali sono state chieste al Governo soluzioni certe per venire incontro al disorientamento di molte famiglie, l’introduzione del pasto mono porzione nei servizi di mensa scolastica che, oltre ad essere difficilmente sostenibile per chi offre circa 10 mila pasti al giorno in contemporanea, può comportare anche ricadute negative in termini occupazionali, nonché sprechi alimentari, con ulteriori costi per lo smaltimento e aspetti negativi per la sicurezza dei bambini se si pensa alle posate in plastica.
Critiche sono state mosse anche relativamente alla circolare del Ministero della Salute che prevede esclusivamente la volontarietà e non l’obbligatorietà dei test sierologici, con un abbassamento dell’attenzione che rispetto ad altre regole non è giustificato.
Ribadita infine anche l’utilità del servizio offerto dai “nonni paletta” davanti alle scuole, soprattutto alla luce degli ingressi e delle uscite differenziate: un servizio prezioso e utile che non può svanire con norme che limitano l’età per il servizio ai 65 anni. Il Comune di Trieste, è stato confermato, assicurerà anche in quest’anno scolastico il servizio dei “nonni paletta”: il bando sarà fatto entro agosto con il reclutamento di sessanta persone, le quali dovranno avere una certificazione medica di non essere ipersuscettibili al virus, e alle quali si potranno aggiungere altre persone nell’ambito dei percettori del reddito di cittadinanza o dei lavoratori socialmente utili.

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