24.11.2025 – 10.00 – Il progetto Porto Vivo ha come obiettivo la rigenerazione urbana dell’area del porto di Trieste, facendolo tornare progressivamente alla vita e offrendo così maggior valore al Comune e alle vite dei suoi cittadini – e un ulteriore attrattiva per i turisti. Tra gli interventi programmati per il riassetto dell’area si inserisce il Parco Lineare, che si estenderà per circa tre chilometri, dal Molo IV fino al terrapieno di Barcola – Parcheggio di Bovedo. Il cantiere è partito lo scorso 8 aprile, firmato dall’architetto Alfonso Femia e i lavori saranno effettuati da un raggruppamento d’imprese guidato dal Consorzio Cns. Il contratto prevede 630 giorni consecutivi di lavori, con conclusione entro dicembre 2026. “L’obiettivo è quello di poter offrire un parco che possa essere rispondente alle esigenze di Porto Vecchio” racconta Femia, “ma allo stesso tempo più innovativo di quello che dovrebbe essere un parco urbano oggi: ovvero immaginando che ci possa essere una parte di produzione di alberature, che quando raggiungono una certa altezza possano essere spostate da un’altra parte della città”. Questo nuovo polmone verde conterà infatti quasi 700 alberi, che si ergeranno tra i vecchi magazzini e i sentieri pedonali e le piste ciclabili. Sarà un’oasi arricchita da aiuole, colline sensoriali e 2000 metri quadri di specchi d’acqua e canneti.
Le piantumazioni periodiche offriranno la possibilità di sperimentare nuove piante che, con i cambiamenti climatici, potrebbero adattarsi differentemente in questo contesto. Questo permetterebbe di “avere sempre una determinata tipologia di alberatura – secondo massa geometria e tipologia – quindi potendo provare l’utilizzo di certi alberi che poi ad un certo punto potranno essere spostati” illustra l’architetto. “Un’innovazione, un’idea di circolarità del parco che lo rende attivo e produttivo” instaurando, dunque, un sistema che possa produrre energia invece di dispenderla, che consuma scarti invece di produrli, che è quindi autosufficiente nella gestione e nella manutenzione.
Il maxi-cantiere è attualmente in lavorazione: per ora si stanno tutte le demolizioni previste e rimozioni della pavimentazione del calcestruzzo, preservando i binari storici, al fine di predisporre le nuove pavimentazioni e rinterri utili per la piantumazione di alberi e piante arbustive, nonché per la realizzazione dei percorsi ciclopedonali. Il progetto esecutivo, che tiene conto di parametri ambientali, vincoli monumentali e integrazione con le altre opere, quali il recupero dei magazzini e il passaggio della futura cabinovia, nonché la futura realizzazione dell’impianto di teleriscaldamento, è stato realizzato dai progettisti di Hydea Spa facenti parte dell’appalto integrato assegnato al Consorzio nazionale servizi con le imprese Edilerica, Infratech e B21 FM Soc.Coop.
Nell’area si snoderà l’asse Natura, dove verranno ricreati i paesaggi naturali tipici del nostro ambiente del Carso e l’asse barcolana, con funzioni di connettore la futura stazione della cabinovia a Bovedo e la Cittadella dello Sport. “Questo territorio ha un grande rapporto di unione e cesura con il paesaggio, perciò la sfida è stata quella di comprendere come coniugare questa metamorfosi di questo luogo minerale, mantenendone le caratteristiche e l’identità” prosegue Femia. È stato anche importante studiare come “inserire la natura in un dialogo che possa essere attivo nel tempo, e anche spontaneo, da un certo punto di vista” conclude, delineando in tentativo di ospitare una struttura capace di determinare porto e un tempo costantemente presente.
[a.c.]


