Il Canin nasconde ancora chilometri di buio: parte la nuova spedizione degli speleologi triestini

19 luglio 2026 – ore 19:00 – È iniziata sul massiccio del Monte Canin la missione speleologica estiva del Club Alpinistico Triestino (CAT), storico sodalizio impegnato da circa cinquant’anni nell’esplorazione del complesso carsico d’alta quota al confine tra Italia e Slovenia. Gli speleologi saranno impegnati fino a settembre nella ricerca e nello studio di nuove cavità all’interno del vasto altopiano carsico. L’avvio della campagna è stato dedicato all’allestimento del campo base in quota, un’operazione resa possibile grazie al supporto logistico di un elicottero decollato da Sella Nevea. In circa venti minuti e attraverso quattro rotazioni sono stati trasportati sul posto nove speleologi e sei big bag contenenti complessivamente circa 800 chilogrammi di materiali. Il carico comprendeva tende, attrezzature speleologiche individuali e collettive, corde, strumenti tecnici e topografici, viveri, riserve idriche e materiali necessari per garantire diverse settimane di permanenza in autosufficienza.

Completato il trasferimento, il gruppo ha proceduto all’allestimento del campo, con il montaggio della tenda sociale, delle strutture personali, la sistemazione dei materiali e l’organizzazione della cambusa. Alle 14 il campo era operativo. Dopo la messa in sicurezza delle attrezzature, gli speleologi hanno fatto rientro passando dal Rifugio Celso Gilberti e successivamente da Sella Nevea. La campagna 2026 si concentrerà in particolare su tre nuove cavità individuate durante le attività del 2025, esplorazioni che erano state interrotte a causa delle condizioni meteorologiche avverse e dell’arrivo della stagione autunnale. Proseguiranno inoltre le ricerche nella Grotta G1, scoperta dal CAT due anni fa e già esplorata fino a circa 270 metri di profondità. La presenza di correnti d’aria e le caratteristiche geomorfologiche della cavità fanno ipotizzare agli speleologi la possibile prosecuzione del sistema sotterraneo. Parallelamente continueranno le attività di ricerca in superficie per individuare nuovi ingressi nelle zone meno investigate del massiccio. Le cavità scoperte saranno rilevate, documentate e inserite nel Catasto Speleologico Regionale. Negli ultimi anni le campagne del Club Alpinistico Triestino, insieme alle collaborazioni con altri gruppi speleologici italiani e dell’Europa orientale, hanno portato a importanti risultati scientifici ed esplorativi sul Monte Canin, tra cui gli sviluppi nelle cavità Il Giglio e G1. Il massiccio del Canin rappresenta uno dei più importanti complessi carsici europei. Sul versante italiano sono state censite oltre mille cavità e le esplorazioni degli ultimi decenni hanno contribuito alla definizione del Sistema del Monte Canin, il più esteso sistema ipogeo italiano, con uno sviluppo complessivo prossimo ai 90 chilometri.

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