07.05.2025 – 13.41 – Preferisce farsi chiamare Magnifica Rettrice ben consapevole di entrare nella storia dell’Università di Trieste come la prima donna a ricoprire tale carica per sei anni. L’abbiamo conosciuta meglio questa mattina. Economista, originaria di Vicenza, Donata Vianelli – fresca di vittoria con 551 voti – è arrivata in Sala Cammarata sobria ma molto elegante al cospetto della stampa locale, col sorriso e tanta voglia di fare. «Si parte da un ateneo che è molto sano, dove è stato fatto molto e dunque si parte in continuità e su questo dovremo costruire e migliorare ma anche adattarci ad un contesto che sta cambiando nelle opportunità e nelle criticità come la crisi demografica, la crescente concorrenza delle telematiche e un periodo di post Pnrr perché – spiega – dopo tre anni di grandi investimenti adesso ci sarà un rallentamento quindi andiamo avanti con continuità ma nella crescita ed innovazione di un ateneo che ha già raggiunto grandi risultati».
Che effetto le fa essere la prima donna rettrice dell’ateneo giuliano?
«Una bella cosa. A Padova ci sono voluti 800 anni per avere la prima donna rettrice, a Trieste 100 quindi è un cambio di passo ma penso sia legato proprio ad un ruolo delle donne che sempre più si mettono in gioco, lavorano e anche sulla base del merito stanno portando tanto valore alla società».
Come affronterà la fine del periodo legata al Pnrr?
Il Pnrr ha favorito moltissimo il dialogo con il territorio, con l’industria e quindi dovremo portare avanti questo dialogo. In tal senso l’Università di Trieste è pronta, i rapporti col territorio ci sono sia a livello locale che regionale e nazionale ma anche internazionale.
Università telematiche, ne teme la concorrenza?
La qualità è la parola chiave, abbiamo studenti a cui offriamo non solo corsi di altissima qualità ma anche un’esperienza di vita universitaria che porta ad una maggiore valorizzazione dei curriculum anche nel loro percorso nel mercato del lavoro, è chiaro che non dobbiamo competere con le telematiche sullo stesso piano. Offrono cose diverse e noi vogliamo essere competitivi e crescere magari utilizzando percorsi on line ma valorizzando la conoscenza.
E della Riforma per entrare alla facoltà di medicina cosa ne pensa?
Sono molto critica come il mio predecessore ma lo sono tutti i rettori d’Italia. Vedremo come si giocherà questa partita che non è iniziata col piede giusto.
Intende rafforzare ed estendere i rapporti istituzionali anche in chiave europea?
Assolutamente sì, ho previsto un grosso impegno a livello di ricerca perché è sugli investimenti nella ricerca che possiamo giocarci i migliori contatti a livello internazionale.
Una specifica criticità da risolvere?
Dobbiamo migliorare molto nell’efficienza organizzativa e nella semplificazione, forse anche il periodo di rallentamento che abbiamo davanti ci porterà a razionalizzare alcuni processi e a migliorare l’aspetto organizzativo dove dobbiamo però sempre cercare di valorizzare le persone, qui la risorsa fondamente sono loro, la comunità tutta.
La rappresentanza femminile studentesca e accademica può crescere ancora?
Dipende molto dai corsi di laurea, c’è anche un cambio di passo nell’orientamento nelle scuole ma sono cambiamenti lenti. Nel corpo docenti quando iniziamo la carriera universitaria c’è una parità di genere che però poi diventa disparità quando parliamo delle fasce più alte dell’ordinario. Essere donna mi dà un’attenzione in più verso le problematiche di genere ma il merito va sempre prima di tutto.
Un messaggio per gli studenti?
Lavoriamo assieme perché possiamo davvero creare un ateneo vivo, dinamico e a misura di studenti e di tutta la comunità.
All’incontro c’era anche la “rivale” Ilaria Garofolo che commenta: “Quando le donne sono forti lo sono davvero. Donata Vianelli saprà condurre al massimo la comunità”.
[e.b.]


