Sgombero Silos, Marino (SIULP) ‘Sceneggiata utile per una propaganda effimera’

21.11.2024 – 10:32 – Il Silos di Trieste si svuota, ma resta colma la polemica sulla gestione del fenomeno migratorio. A parlare, definendolo un “teatrino inutile” è Francesco Marino, segretario provinciale del SIULP, il Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori della Polizia. Marino considera la strategia attuata inefficace e dannosa. “Lo sgombero iniziato ieri – dichiara Marino – è solo l’ennesima sceneggiata utile per una propaganda effimera. Un intervento che, come già successo in passato, verrà rapidamente superato dai fatti. Non serve a nulla, né ai cittadini né ai migranti. È ora di abbandonare la retorica emergenziale e riconoscere che questa è una nuova normalità che va affrontata con un approccio strutturale e radicale”.

Le parole del segretario SIULP sono un “atto d’accusa” nei confronti delle scelte istituzionali, che Marino considera un fallimento reiterato. L’operazione di sgombero del Porto Vecchio, come i controlli rafforzati ai confini o gli annunci di misure straordinarie, viene definita “un costo senza ritorno”.

“Questi interventi – prosegue Marino – gravano sulle spalle della società e delle forze dell’ordine, che si trovano a gestire un compito totalizzante e fuori dalle loro reali funzioni: l’accoglienza. Ma cosa cambia davvero? Non si migliorano le condizioni di vita dei migranti, non si garantisce decoro urbano, non si libera la polizia dal peso di un lavoro che non le compete.” È come gettare acqua su un incendio senza mai spegnerlo davvero.

Marino non risparmia nemmeno i governi che si sono succeduti negli ultimi anni, denunciando l’assenza di una visione a lungo termine. “Due anni fa qualcuno ci aveva promesso hot spot e strutture adeguate per eliminare queste immagini di sofferenza dal cuore della città. Oggi siamo ancora qui, con gli stessi problemi e le stesse soluzioni inutili. Se dopo 24 mesi il bilancio è questo, sarebbe lecito aspettarsi un’assunzione di responsabilità e un cambio di rotta”.

L’analisi di Marino va oltre la cronaca degli sgomberi e investe l’intero sistema gestionale. Secondo il segretario del SIULP, la radice del problema sta nell’assenza di una strategia radicale che coniughi dignità per i migranti e sicurezza per i cittadini.

“Gli sgomberi non arginano il disagio, non impediscono che la sofferenza si trasformi in violenza e non restituiscono un’immagine ordinata alla città. Sono azioni di facciata, che lasciano irrisolto il circolo vizioso di un problema ben più complesso”.

Tirando le fila, la riflessione di Marino è amara, quella migratoria per Trieste è diventata una condizione cronica, una nuova normalità che la città, come altre città di confine, si trova a vivere ogni giorno.

[c.v.]

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