Villaggio del Pescatore, sito paleontologico festeggia quarant’anni. Ma la riapertura sembra ancora difficile

29.10.2024 – 14.49 – Correva il novembre del 1984 quando Alceo Tarlao e Giorgio Rimoli, triestini appassionati di mineralogia e geologia, scoprirono per caso nel sito paleontologico del Villaggio del Pescatore, all’epoca solo uno sterrato incolto, ossa fossilizzate coperte dai muschi. Era il primo di una lunga serie di ritrovamenti che avrebbe trasformato l’area nel maggiore sito paleontologico italiano. Un sito di proprietà privata che, a quarant’anni dalla prima scoperta, ancora attende di essere valorizzato e trasformato in quel Jurassic Park giuliano che potrebbe essere.
Intanto, all’intersezione dell’anniversario, il sito riapre in via temporanea con visite guidate, conferenze e laboratori per grandi e piccini programmati tra venerdì 8 novembre 2024 e sabato 9 novembre.
In particolare venerdì 8 novembre si terranno visite guidate con paleontologi della Zoic ed esperti al Civico Museo di Storia Naturale, oltre ad una serie di proiezioni; sabato 9 novembre invece il sito sarà visitabile in via eccezionale con il Gruppo Speleologico Flondar che accompagnerà all’interno dell’ormai chiuso Museo ‘Storia e preistoria attorno al Timavo’ e con visite guidate all’interno del sito stesso con una pletora di esperti tra cui si segnalano Deborah Arbulla e Sergio Dolce. Sarà anche possibile partecipare ad un laboratorio intitolato ‘Il dinosauro di pietra’ per i bambini d’età primaria. Tutte le attività sono gratuite, previa prenotazione; è anche possibile, su richiesta, la traduzione in lingua slovena.
Informazioni museostorianaturaletrieste.it – estplore.it – (+39) 340 7634805 (italiano) – 348 7942822 (sloveno).
Prenotazioni: [email protected] (la prenotazione è valida solo a seguito di mail di conferma)

La conservatrice del Museo di Storia Naturale di Trieste Deborah Arbulla ha riepilogato le iniziative previste, ricordando come tutt’oggi il sito sia fonte di nuove scoperte; “attualmente si sta cercando di ricostruire un ecosistema di 80 milioni di anni fa”.
L’assessore alla cultura del Comune di Trieste Giorgio Rossi ha osservato che “per la prima volta qui si trovano riuniti i protagonisti di questa storia”. A proposito del Civico Museo di Storia Naturale Rossi si augura “che possa avere un futuro ancora più luminoso quando verrà trasferito al Magazzino 26”.
Il sindaco di Duino Aurisina Igor Gabrovec ha definito i quarant’anni “un invito e occasione di approfondimento”. Infatti “il Comune si inserisce appena quattro anni fa onde aprire un percorso di valorizzazione e riapertura del sito”. Però “dal 2020 sono stati pochi i passi fatti”, sebbene “vi sia stato uno studio preliminare che individuava le linee del progetto per un parco paleontologico”. Attualmente “l’impasse è nell’acquisizione dei terreni, volto a trovare un accordo tra le parti”. Si tratta di “un nodo che deve ancora essere risolto”.
Il sito paleontologico potrebbe attirare “mezzo milione di visitatori all’anno” ha osservato Gabrovec, tuttavia “più aspettiamo, più si crea un gap per l’intera collettività”.
La Soprintendenza all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, attraverso il rappresentante Roberto Micheli, ha poi osservato che si tratta di “un sito eccezionale per le potenzialità turistiche, ma anche per le nuove scoperte”. Il soprintendente Micheli ha commentato che “i tempi sono cambiati, Il MiC negli ultimi tempi cerca di stabilire buoni rapporti con le istituzioni, col fine di lavorare insieme”.
Tuttavia, sul fronte dell’acquisizione dell’area, “le tempistiche possono essere dilazionate, ma solo fino ad un certo punto”.

Il proprietario del sito Mario Sartori di Borgoricco prima e l’avvocato Fornasaro dopo sono poi intervenuti; l’intervento era tutto rivolto ad una difesa della proprietà del sito, ritenuto oggetto di una sottovalutazione da parte dell’Agenzia del Demanio responsabile di aver formulato la stima del valore dei 32 ettari di terreno.
“La proprietà era della Timavo Immobiliare – ha spiegato Mario Sartori – a propria volta commissariata. Mi chiesero allora di valorizzare l’area e quale imprenditore del turismo lo acquisii pensando di farne un parco tematico – divertimento e cultura. Ottenni così l’approvazione del piano urbanistico, ancora nel 2006; il piano particolareggiato nel 2008”.

L’avvocato di Sartori ha poi proseguito, commentando che “il nocciolo del problema è una questione puramente economica. La società di Borgoricco già da anni, in piena considerazione dell’interesse pubblico, si è dichiarata disponibile a risolvere la questione nei termini più brevi tramite un ‘accordo bonario‘. Si tratta di un accordo che intercorre tra due parti di un bene di interesse pubblico onde evitare le procedure di esproprio; la valutazione economica del sito però è assolutamente risibile, perché sviluppata su presupposti sbagliati, stimando l’area come agricola. Un paradosso, perchè l’area agricola è inedificabile. Il risultato è che di fronte all’importo di massima concordato anni addietro si è giunti a concordare un valore di soli 500mila euro circa. Se l’obiettivo di realizzare l’opera pubblica è quello di realizzarlo in tempi ragionevoli va sbloccato velocemente con un intervento politico e tecnico; altrimenti inizierà un esproprio oggetto di un contenzioso di cui riparleremo forse tra venticinque anni”.
Sembra dunque che l’impasse ruoti tutta attorno ad una valutazione ritenuta, da parte dei privati, errata; si chiede una cifra maggiore per l’acquisto del sito, pena le lunghe procedure burocratiche connesse ad un esproprio. Il Soprintendente Micheli ha però aggiunto come Mario Sartori avesse già ricevuto, a suo tempo, il premio per il ritrovamento dei primi due dinosauri, incassando già dal Ministero circa 500mila euro. Come però affiorava con chiarezza dalla vivace discussione poi sviluppata in sede di conferenza stampa, la parte privata era ferma sulle sue posizioni.
In questo contesto il pensiero corre ai tanti imprenditori che a Trieste, tra ottocento e novecento, donarono di propria volontà gratuitamente terreni e collezioni museali all’ente pubblico; dal parco di Miramare di Massimiliano d’Asburgo, al Museo del barone Pasquale Revoltella. Ma erano altri tempi, come si suol dire.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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