Porto Vecchio- Porto Vivo, svelato il progetto di Costim. Tutti i dettagli

13.09.2024 – 07.01 – È stato illustrato ieri, giovedì 12 settembre, dal sindaco Roberto Dipiazza e dall’assessore al Porto Vivo Everest Bertoli il progetto di rigenerazione urbana Porto Vecchio – Porto Vivo. Si tratta di una proposta progettuale del gruppo Costim che coinvolge 66 ettari del Porto Vecchio e, al loro interno, 25 magazzini. Occorre sottolineare come si tratti di ‘quanto rimane’ del Porto Vecchio: il Comune di Trieste è infatti già impegnato nella bretella di scorrimento, nella cabinovia, nel parco lineare verde, nel viale monumentale, nella cittadella dello sport e nel Museo del mare all’interno del Magazzino 26. La Regione FVG, a propria volta, ha già precettato i propri magazzini, stanziandovi 200 milioni per il recupero. Rimane pertanto il Porto Vecchio quale distretto, quale quartiere portuale: l’insieme dei magazzini al di fuori di questi progetti pubblici. La proposta ha ricevuto il via libera della Commissione tecnica. Ora dovrà essere approvata dal Consiglio Comunale, passare attraverso la Conferenza dei Servizi (cruciale, in tal senso, il ruolo della Soprintendenza) e infine essere ‘protagonista’ alla gara d’appalto. Non necessariamente, è stato precisato da Bertoli e Dipiazza, sarà Costim ad aggiudicarsi la gara. Tuttavia, avendo Costim lavorato con il Comune per sei mesi e avendo impiegato 2 milioni solo nella progettazione, è lecito ipotizzare che avrà un giustificato vantaggio. Essendo inoltre Costim il proponente, se la gara dovesse essere vinta da un altro soggetto, il gruppo multidisciplinare avrà il diritto di essere rimborsato per il costo della progettazione dalla realtà vincitrice. Costim avrà per altro, fino all’ultimo, diritto di prelazione. I costi? 600 milioni per attuare il progetto, spalmati in 10 anni di cantieri, con una partenza dei lavori ipotizzata a primavera 2025. Il progetto di Costim, occorre specificare, non è immutabile, ma è una base di partenza: il vincitore della gara potrà modificarlo, ma solo partendo dallo schema già tracciato.

Passando al progetto in sé, il Comune ha posto quali condizioni obbligatorie la presenza di certificazioni ambientali di alto livello, la governance del Comune con un partenariato pubblico e privato che, secondo Everest Bertoli, dovrebbe permettere di evitare i problemi delle gare d’appalto e un’attenzione all’elemento sociale con l’apparente intento di voler creare un nuovo quartiere che non agisca quale concorrenza alla città.
Il progetto di Costim prevede una parte pubblica con la concessione per 50 anni di aree comunali e demaniali per la costruzione di opere pubbliche, rispettivamente un centro sportivo e benessere, un centro balneare, le marine e una centrale elettrica. La parte privata invece consisterà nell’acquisizione di 19 magazzini di proprietà comunale destinati ad una molteplicità di usi: attività imprenditoriali, commerciali, didattiche e non ultimo residenziali. Per quanto concerne l’elemento abitativo i magazzini dovrebbero fornire 300 posti letto per uno studentato, 200/300 appartamenti (a seconda che li si consideri per una famiglia o monolocali); 50 unità abitative per anziani auto sufficienti e infine 50 foresterie. Passando agli hotel, pensati sul lungo mare a 4 o 5 stelle superior, sono previste 200 camere. Nell’ambito invece dei trasporti sono previsti 400 posti auto per i parcheggi pubblici, 500 posti barca per la marina, 1000 (oltre il doppio di quelli pubblici, occorre osservare) per i privati e 200 stalli per le biciclette. Nell’ambito di sport e intrattenimento è prevista una spiaggia di 5mila metri quadri, una spa/ centro benessere di circa 4500 metri quadri e un centro nautico di 3mila metri quadri. E le attività economiche? Una frazione dei 19 magazzini dovrà essere destinata ad attività economiche, specificatamente 26mila mq. Si parla di start up, aziende impegnate nel settore tecnologico e naturalmente attività commerciali. In questo contesto assume una funzione fondamentale la costruzione della centrale di teleriscaldamento/ raffreddamento ad acqua di mare che avrà il compito di erogare energia all’intero Porto Vecchio e che, coi suoi 9mila metri quadri, sarà la più grande d’Italia.

Fermo restando che si tratta di un progetto passibile di modifiche, Costim sembra aver elaborato un piano incentrato molto sullo sport e il turismo: c’è spazio per le imprese, ma la presentazione era tutta incentrata sui ristoranti affacciati sul mare, sulla spiaggia, sulla SPA e così via. Sono molto lontani i tempi in cui si progettava attività industriali di alta tecnologia negli spazi del Porto Vecchio.
Il ritorno dei parcheggi si pone in antitesi col progetto di una cabinovia mirata a toglierli dalla città; e della stessa cabinovia vi sono solo fuggevoli cenni nelle ricostruzioni del progetto.
Infine vi è l’incognita della centrale che, collocata nel primo molo giungendo dalla città, si addosserà il compito non indifferente di essere il ‘motore’ energetico dell’intero Porto Vecchio. In tal senso la sua costruzione sembra essere una chiave di volta per l’intero progetto Costim.

Le aree interessate. Clicca per ingrandire. 

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

Dello stesso autore