11.09.2024 – 07.26 – Crescono i timori dei tassisti per i rischi che potrebbero correre svolgendo le corse nelle ore notturne. Rischi legati «ai pericoli della guida su strada con le sue infauste statistiche e alla crescente criminalità che purtroppo sta coinvolgendo anche la nostra città» fa sapere il vice presidente di Radio Taxi Antonio Chersi. La cooperativa radiotaxi conta 219 soci che coprono il territorio di Trieste 24 su 24, da quest’ anno coadiuvati da 10 doppie guide prossimamente in aumento e collaboratori familiari. Preoccupazioni condivise anche da Davide Secoli, presidente della Tergeste Taxi che conferma: «Di notte la situazione è peggiorata, se una volta ti poteva salire a bordo la persona alticcia e fastidiosa ora salgono sia giovani che gente di mezza età sotto effetto di alcol o droga e qualche volta possono avere un raptus violento o scendere senza pagare». Le forze dell’ordine sono già state sensibilizzate e i controlli sono stati intensificati ma resta il fatto che «non siamo attrezzati per fronteggiare rischi e pericoli, siamo a mani nude legati dalla cintura di sicurezza con dietro un cliente che può essere potenzialmente pericoloso». In totale balia degli eventi: «Il regolamento prevede che ci si possa rifiutare di fare determinate corse ma stando attenti alle ripercussioni del cliente rifiutato».
La tipologia di utenza è sostanzialmente la stessa per entrambe le realtà: composta prevalentemente da anziani che si spostano durante la fascia mattutina mentre «di sera e di notte siamo a disposizione di chi si sposta in centro e di chi, per non rischiare la patente, preferisce utilizzare il taxi in previsione di qualche bicchiere da movida in più» spiega Chersa mentre Secoli parla anche di «clientela fidelizzata e turisti che si trovano sotto le navi da crociera o davanti alla Stazione dei treni». Sempre meno si ricorre alla telefonata per chiamare un taxi, i più avvezzi alla tecnologia usano infatti la App grazie alla quale si può pagare con carta di credito e in qualunque città dove sia attivo il servizio (oltre cento in Italia). Basta aprire il telefono e geolocalizzarsi. La chiamata viene trasformata a monte e inoltrata sul terminale del tassista che localizza esattamente il cliente e lo raggiunge. A Trieste è stata attivata di recente, dopo il 2020. «Su un flusso del cento per cento – aggiunge Secoli – abbiamo un terzo di chiamate via app, un terzo di telefonate e un terzo che ci fermano per strada o si recano al parcheggio dei taxi». Soddisfatto anche il vice presidente di Radio Taxi: «La nostra app è frutto di grande sforzo e di risorse dei nostri soci ma sta dando molte soddisfazioni in quanto finalmente riusciamo a mettere in contatto il cliente con il suo taxi eliminando le attese al centralino».
Positivo il bilancio dei mesi estivi appena trascorsi per entrambe le cooperative «ma non come la scorsa che ha visto numeri difficilmente ripetibili anche grazie all’uscita dalla grande crisi del coronavirus» osserva Chersa. Il movimento di crocieristi e visitatori comporta un notevole sforzo e lavoro specie per le realtà piccole come la Tergeste Taxi: «Il problema principale è riuscire a fornire il servizio alla cittadinanza che lo usa tutti i giorni ma anche ai turisti che arrivano nelle giornate specifiche con le navi». L’ulteriore criticità si pone quando – una volta ogni dieci giorni circa – capita che qualche nave da crociera venga dirottata da Venezia su Trieste per motivi tecnici: «Le persone sono costrette a fare i salti mortali per raggiungere l’aeroporto piuttosto che la destinazione finale e l’unica alternativa è quella di prendere in fretta e furia il taxi ma noi abbiamo un numero di mezzi dedicato alle necessità cittadine».
Tergeste Taxi conta otto tassisti con cinque seconde guide (dal primo luglio 2023 è possibile che una seconda persona lavori sul taxi nella stessa giornata del titolare di licenza, in questo modo si raddoppia il servizio con la stessa auto). «Il problema è un po’ economico – aggiunge il tassista triestino – le seconde guide o diventano dipendenti della cooperativa oppure possono aprire una partita Iva e collaborare con il titolare del taxi». Altre criticità vengono messe in evidenza da Chersa: «I costi di impresa sempre più alti, l’assenza di contributi per migliorare il servizio come la dotazione di mezzi per trasporti disabili, la mancanza di un piano regolatore sul traffico che in città è troppo sbilanciato verso i mezzi privati che, intasando le strade, non permettono un più efficiente uso del servizio pubblico». Sul fronte di tariffe e servizi c’è un sostanziale allineamento anche perché le prime sono imposte dal Comune.
[e.b.]


