18.04.2024 – 07.18 – Si è aperto ieri mercoledì 17 aprile presso la Sala Maggiore della Camera di Commercio Venezia Giulia il Seminario di studio e approfondimento “Somalia: dalla ricerca del passato alla prospettiva di futuro” organizzata a Trieste dall’Associazione culturale italo-somala Sagal con l’obiettivo di sostenere la volontà politica e sociale del paese somalo. Al centro del convegno e della parallela mostra “Mogadiscio e la sua evoluzione storico-urbanistica: pagine di storia della città” – che sarà incentrata sul patrimonio architettonico e urbano della capitale somala e verrà inaugurata oggi, giovedì 18 aprile, alle ore 17.00 presso la Sala Sbisà del Magazzino 26 del Porto Vecchio – c’è il tema dello sviluppo della società somala nel corso del tempo. I due eventi sono realizzati con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia L.R. n.9/2023 – Sistema integrato di interventi in materia di immigrazione e la co-organizzazione della Camera di commercio Venezia Giulia e del comune di Trieste.
Il convegno – che riunisce esperti, accademici e rappresentanti del Governo nazionale somalo, della Regione Autonoma FVG e degli Enti locali – è dedicato alla vicenda storica che ha collegato Italia e Somalia e ha permesso la crescita urbanistica della città di Mogadiscio, dove il supporto culturale italiano è ancora rintracciabile in alcuni edifici esistenti e in parti del tessuto urbano.Attraverso la propria attività, l’Associazione promotrice intende essere infatti un ponte tra la Somalia e le istituzioni locali del Friuli Venezia Giulia. Particolare attenzione nel corso del seminario e della successiva tavola rotonda sarà dedicata allo sviluppo delle cooperazioni che secondo i promotori dell’iniziativa possono portare a scambi commerciali favorevoli tra Italia e Somalia in grado di implementare i traffici interportuali.
In particolar modo sarà evidenziata la riqualificazione degli edifici storici che l’Italia ha costruito in un determinato periodo storico e che successivamente sono stati distrutti dagli eventi della guerra civile. In questo contesto potrà risultare interessante conoscere la realtà odierna che il governo federale, con grandi sacrifici e con spirito di ricostruzione di una mentalità innovativa, sta attuando con fatica, ma con una particolare attenzione alla sociale convivenza e il rispetto verso le forze armate e quelle dell’ordine pubblico.
Il seminario, presentato dal giornalista e conduttore televisivo Paolo Di Giannantonio, è stato introdotto da Ahmed Faghi Elmi, presidente della Comunità somala di Trieste. Sono seguiti gli interventi del Vicesindaco di Trieste Serena Tonel, del Viceprefetto vicario di Trieste, Emanuela Milan, del delegato del Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Assessore regionale alle autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione Pierpaolo Roberti, del Pro-rettore vicario dell’Università degli Studi di Trieste Valter Sergo, del delegato del Rettore dell’Università di Udine Giorgio Alberti, del Direttore dell’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo-OIM Italia Laurence Hart in videocollegamento, del Rettore dell’Università Nazionale Somala Hassan Osman Gacal, di Francesca Santoro, Capo dell’Ufficio per l’Africa Orientale, il Corno d’Africa e l’Unione Africana – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Presidente del Coordinamento Nazionale delle Diaspore per la Cooperazione Internazionale Betrand Mani Ndongbou, del Vicepresidente del Consiglio Regionale Francesco Russo e del Vicepresidente del Parlamento della Repubblica Federale Somala, Abdullahi Omar Abshir.
Oggi, giovedì 18 aprile, nel corso della seconda giornata dell’evento, alle ore 17.00 presso la Sala Carlo Sbisà del Magazzino 26 del Porto Vecchio sarà inaugurata dall’assessore comunale alle Politiche della Cultura e del Turismo, Giorgio Rossi alla presenza del la mostra fotografica “Mogadiscio e la sua evoluzione storico-urbanistica: pagine di storia della città” che evidenzierà come si possa concepire un ambiente attraverso delle “passeggiate virtuali” lungo le strade della città, seguendo le indicazioni espresse dalle guide turistiche italiane pubblicate nel secolo scorso (in particolare quelle che il Touring Club ha pubblicato nel 1929 e nel 1938). Centrale nel progetto per il suo ruolo informativo, la mostra sarà poi visitabile da domani, venerdì 19 aprile fino al 5 maggio 2024.Curata dagli architetti Maria Spina e Gabriella Restaino e da Nuredin Hagi Scikei, scrittore impegnato nella difesa del patrimonio storico, archeologico e paesaggistico della Somalia – l’esposizione è già stata presentata a Mogadiscio nel 2018, grazie al patrocinio e al sostegno dell’Ambasciata d’Italia a Mogadiscio e dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Le immagini esposte sono circa 250 raccolte in 47 pannelli e associate ad alcuni disegni realizzati dai giovani architetti della diaspora del gruppo “SA – Somali Architecture”.
Il progetto rappresenta il primo approccio per testimoniare aspetti delle realtà sociali locali e universali attraverso l’esposizione di una ricca documentazione iconica, depositata in vari archivi italiani, frutto del lavoro di grandi fotografi del passato, al fine di costruire un “archivio della memoria” da condividere con le comunità della diaspora. La mostra si propone anche di produrre una sinergia tra la comunità somala e l’Assessorato regionale all’immigrazione, entrambi destinati a registrare le problematiche sociali del territorio chiamando a raccolta tutti i soggetti (Assessorati comunali e regionali, scuole, associazioni e altri) e invitandoli a collaborare e a condividere i processi realizzativi. L’esposizione non rappresenta solamente un grande e unico evento, ma intende costituire infatti l’avvio di una forma di collaborazione sociale che potrà dare lustro alla Regione Autonoma FVG in quanto parte attiva nel processo di consolidamento tra le culture dei due Paesi.
Il tour virtuale della capitale somala accompagna il visitatore attraverso quattro itinerari:
– Il primo attraversa gli antichi quartieri di Shingaani e Hamarweyne ricchi di monumenti importanti;
– il secondo propone una visita alle moschee più famose in funzione delle descrizioni dei viaggiatori e geografi che la descrissero approdando sulle coste somale fin dal ’300;
– il terzo illustra gli spazi urbani in cui si sono maggiormente concentrate le opere realizzate dagli italiani;
– Il quarto, infine, si avvale delle immagini delle infrastrutture quali ponti, strade e acquedotti per offrire un panorama completo delle opere urbane ed extraurbane di cui si è dotata Mogadiscio.
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