31.03.2024 – 10:28 – La Pasqua, festa di rinascita e tradizioni, come ciascuna celebrazione porta con sé un dolce rito culinario in ogni angolo d’Italia. A Trieste, questa celebrazione è incorniciata dalla fragranza invitante della Pinza Triestina, un capolavoro gastronomico amato da generazioni. Ma cosa rende così speciale questo dolce pasquale? La Pinza Triestina è una sorta di brioche, leggermente dolce, che si presta ad essere gustata in molteplici modi: accanto a salumi e formaggi per un contrasto sapido, o abbinata a confetture fatte in casa per un tocco di dolcezza. Ciò che la caratterizza principalmente sono i tre o quattro tagli distintivi sulla sommità dell’impasto che non solo conferiscono un’estetica originale, ma raccontano una storia millenaria. Nella tradizione cristiana, questi tagli farebbero riferimento al martirio di Cristo, mentre nella pratica, servono a favorire la lievitazione ottimale dell’impasto. Secondo la ricetta tradizionale, custode di antiche sapienze e sapori, gli ingredienti sono semplici ma essenziali: farina 0, lievito di birra, latte, zucchero, burro, scorza d’arancia, tuorli e uova intere, sale e un tocco di rum per esaltare i sensi.
Il procedimento richiede pazienza e cura: dalla preparazione del lievito alla lenta lievitazione dell’impasto, fino alla cottura dorata in forno. La storia che ha alle spalle questo dolce è complessa e si perde nei meandri del tempo tra tesimonianze antiche ma differenti: alcuni la fanno risalire alla fine dell’Ottocento, quando abili massaie triestine e goriziane cercavano di ricreare la pita o pitta, una focaccia ebraica associata alla passione di Cristo. Viene citata per la prima volta nel manuale di cucina Die Süddeutsche Küche di Katharina Prato, edito a Graz, appunto, nel 1890.
Tuttavia però, è solo grazie alle ricette tramandate di generazione in generazione, come quella, riportata dal prestigioso mensile culinario del Gambero Rosso, immortalata nel libricino di Angelo Jerian nel lontano 1955, che la Pinza Triestina ha conservato la sua autenticità e il suo gusto inconfondibile. E proprio Jerian, come riporta Gambero Rosso, una delle pasticcerie più antiche di Trieste, continua a onorare questa tradizione con dedizione e maestria. Nel 2008, il prestigioso mensile ha elevato la Pinza Triestina dei Jerian al titolo di “migliore merenda pasquale italiana“, confermando il suo posto d’onore nella gastronomia nazionale.
[c.v.]


