Case, a Trieste vendere resta veloce: bastano 3 mesi e mezzo per trovare un acquirente

20 luglio 2026 – ore 08:00 – Il mercato immobiliare italiano rallenta leggermente sul fronte dei tempi di vendita, ma Trieste continua a distinguersi tra le città dove un’abitazione riesce a trovare un acquirente in tempi relativamente brevi. Nel capoluogo giuliano servono infatti mediamente 3,5 mesi per concludere una vendita, un dato che colloca Trieste al secondo posto nazionale insieme a Bologna, subito alle spalle di Milano, dove bastano appena 2,9 mesi. È quanto emerge dall’ultima analisi del sito specialistico Immobiliare sul cosiddetto Time to sell, l’indicatore che misura il tempo medio di permanenza degli annunci immobiliari prima della loro uscita dal mercato.

Nel complesso, in Italia vendere casa oggi richiede più tempo rispetto a un anno fa: la media nazionale è salita da 5,2 a 5,5 mesi, con un incremento del 6%. Un rallentamento che riguarda tutte le principali aree del Paese, ma con differenze significative tra territori.

A registrare l’aumento più marcato sono soprattutto Sud e Isole. Nel Mezzogiorno i tempi medi di vendita sono passati da 5,2 a 5,9 mesi (+13%), mentre nelle Isole da 5,6 a 6,2 mesi (+11%). Più contenuti gli aumenti nel resto del Paese: il Nord-Ovest e il Centro passano entrambi da 5,2 a 5,4 mesi, mentre il Nord-Est, pur restando l’area più rapida per vendere un immobile, cresce da 5 a 5,2 mesi.

Trieste sul podio nazionale della velocità

Il dato più significativo riguarda proprio Trieste. Nel giro di dodici mesi il tempo medio necessario per vendere un immobile è sceso da 3,8 a 3,5 mesi, con una riduzione dell’8%. Un miglioramento che consente alla città di scalare la classifica nazionale e posizionarsi alle spalle soltanto di Milano.

Il capoluogo lombardo conferma infatti la propria leadership con tempi invariati rispetto allo scorso anno (2,9 mesi), mentre Trieste e Bologna condividono il secondo gradino del podio. Dietro seguono Firenze e Roma, entrambe a 3,6 mesi, ma con dinamiche opposte: il capoluogo toscano migliora leggermente (-3%), mentre quello laziale vede aumentare i tempi del 5%.

Più lontane altre città del Nord: Verona si attesta a 3,7 mesi, Padova a 3,8, mentre Venezia arriva a 4,7 mesi. Tra i grandi centri italiani, invece, emergono tempi più lunghi a Torino (4,2 mesi), Genova (4,6), Palermo e Cagliari (4,8).

La situazione più complessa si registra soprattutto in alcuni capoluoghi meridionali: Catania richiede mediamente 5,1 mesi, Taranto 5,6, mentre Messina arriva a 7,4 mesi, il valore più alto tra le città analizzate, con un aumento del 32% rispetto all’anno precedente.

A Trieste servono 14 contatti per vendere casa

L’analisi del sito specialistico Immobiliare.it ha preso in considerazione anche un altro indicatore interessante: il numero medio di contatti ricevuti da un annuncio prima che l’immobile venga rimosso dal portale.

In questo caso Trieste si colloca in una posizione intermedia. Per arrivare alla vendita servono mediamente 14 contatti, un valore superiore alla media nazionale di 10, ma comunque distante dai numeri più elevati registrati in alcune grandi città.

La classifica è guidata da Firenze, dove bastano appena 6 contatti prima dell’uscita dell’annuncio dal mercato. Seguono Treviso e Reggio Emilia con 7, mentre Milano, Padova e Venezia si fermano a 8. All’opposto, gli immobili richiedono più interazioni prima della vendita a Monza (27 contatti), Torino (25), Roma (23), Bari (22) e Brescia (20).

Il dato triestino racconta quindi un mercato con una domanda ancora dinamica: gli immobili proposti trovano mediamente un acquirente in tempi rapidi, anche se il numero di contatti necessari suggerisce un processo di valutazione più articolato rispetto alle città dove la domanda riesce a trasformarsi più velocemente in una compravendita. In un quadro nazionale segnato da un progressivo allungamento dei tempi, quindi, il capoluogo regionale conferma una posizione di particolare equilibrio: il mattone continua a essere ricercato e il mercato mantiene una capacità di assorbimento superiore rispetto alla maggior parte dei capoluoghi italiani.

Articolo di Lorenzo Degrassi

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