29.01.2024 – 13.00 – Ricordare una strage simbolo del giornalismo attraverso i drammi del presente. Nasce, così, per il trentennale dalla morte di Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota e Dario D’Angelo – i tre giornalisti della sede Rai di Trieste uccisi a Mostar Est da una granata mentre giravano le riprese per un servizio sui bambini senza nome – la prima edizione del Premio Rotta Balcanica.
Terminata ieri la due giorni organizzata dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin per raccontare un fenomeno che tocca da vicino Trieste, attraversata da migliaia di persone, soprattutto da Siria, Afghanistan, Iran, Iraq e Pakistan, in cerca di una nuova vita e accolti dalla cecità delle istituzioni e dall’indifferenza dei cittadini.
Vincitrici e vincitori, coinvolti in un panel dedicato moderato dal giornalista Marko Marinčič, hanno tirato le fila di un dramma che attanaglia l’Europa e di cui nessuno si sta occupando.
“Yasser, studente che ha intrapreso la rotta balcanica nel 2020 per raggiungere l’Europa, è morto lasciando un vuoto nella sua famiglia, è stato negato il diritto al lutto. Il padre è stato avvisato soltanto a posteriori della sepoltura del corpo del figlio in un cimitero in Croazia. E il rimpatrio della salma è avvenuto due anni dopo a seguito di un iter burocratico complesso e costoso”, racconta Linda Caglioni, giornalista freelance per “Altreconomia”, vincitrice del Premio per la Sezione Stampa.
Un altro dramma legato alle migrazioni sono le tecnologie per il controllo delle frontiere finanziate dall’Unione Europea: milioni di euro di investimenti per trasformare l’Europa in una fortezza impenetrabile.
“Un’escalation di violenze ai confini che alimenta un paradosso: i Paesi finanziatori delle armi da guerra sono, infatti, gli stessi che fanno uso di queste tecnologie”, afferma Giulia Bosetti, giornalista di Presadiretta, vincitrice per la Sezione Immagini. Neppure l’entrata nella zona Schengen di Paesi come la Croazia è riuscita a fermare il rafforzamento dei confini. “Le politiche croate sono sempre più attrezzate per i respingimenti”, conclude Eleonora Tundo di Rai3, vincitrice per la Sezione Immagini.
[m.p]


