19.01.2024 – 14.17 – Lo scenario dell’esplorazione spaziale, dopo diversi decenni di stasi o di roboanti dichiarazioni smentite dalla geopolitica mondiale, sembra conoscere un graduale revival. Si discute di frontiera dello spazio, di esplorazione di altri pianeti e dell’orbita della Terra quale nuovo orizzonte nel quale investire. La volontà di giungere su Marte era, a fine anni Novanta e inizio duemila, un punto fisso dei programmi dei presidenti americani, specie di Bush junior; tuttavia la ‘guerra al terrore’ aveva dirottato i sogni spaziali, li aveva insabbiati tra l’Iraq e l’Afghanistan. Erano però progetti governativi, guidati dalla Nasa; oggigiorno lo scenario si presenta multinazionale e con una miscela di pubblico e privato meno propensa ad avveniristiche profezie sul futuro e più al ritorno economico offerto dalla space economy. Cina, Stati Uniti e, nonostante l’ostracismo occidentale, la Russia. Però molte grandi compagnie private si sono da tempo affacciate sullo scenario spaziale; e la stessa Unione Europea inizia a giocare un ruolo indipendente. Meno valletto degli USA e più agente autonomo. In questo contesto si inserisce tanto l’Italia, quanto il Friuli Venezia Giulia, specie per quanto concerne Trieste e Gorizia.
Un’intervista, del giornale Formiche, al colonnello dell’Aeronautica militare Walter Villadei evidenzia i mutamenti di un settore in forte crescita, sebbene di scarso interesse per la popolazione, specie italiana. Sotto il profilo mondiale il ruolo del privato sembra ‘spingere’ il pubblico; se nel decennio scorso si riteneva che avrebbe soppiantato i governi nell’esplorazione spaziale, oggigiorno si delega al privato il ruolo dei compiti minori e/o commerciali, arrogando invece all’azione statale le missioni più alte o delicate: dalla sicurezza spaziale, alla ricerca scientifica, allo sviluppo di tecnologie in orbita.
Nell’ambito dell’UE Villanova è stato dal 2014 delegato italiano alla Commissione europea per il programma spaziale dell’UE Space Surveillance and Tracking (SST). Svolgeva in tal senso un ruolo importante, considerando come obiettivo dell’SST fosse garantire la sicurezza dell’infrastruttura spaziale europea. Proprio il programma, nel generale disinteresse del pubblico, sta conoscendo una notevole evoluzione; diventerà infatti lo STM, cioè lo Space traffic management. Sarà infatti compito dell’UE cercare di gestire la grande quantità di detriti in orbita, cercando di stabilire un quadro operativo, soprattutto considerando la pericolosità per satelliti e missioni ‘umane’. La SST, a sua volta, è divenuta nell’ultimo periodo SDA, cioè Space domain awareness, caricando la denominazione di risvolti non solo tecnici, quanto geopolitici e militari.
Passando alla situazione italiana, l’Aeronautica militare ha aperto recentemente una nuova rappresentanza a Houston col compito di discutere le modalità di accesso allo spazio dei voli commerciali, di natura privata. Vi sono già accordi di collaborazione con importanti enti come Thales Alenia Space Italia, con il Consiglio nazionale delle ricerche e con la regione Emilia-Romagna. In generale il Governo vorrebbe incoraggiare la nascita e sviluppo di imprese e start up attive nell’ambito della space economy, capaci di agire su scala internazionale.
E il FVG? A Trieste l’economia spaziale ha sempre trovato ascolto all’ombra dell’Università degli studi di Trieste; nasce infatti come un progetto di UniTS l’impresa PicoSaTs, nota per il ruolo all’avanguardia nei microsatelliti. Vi sono, in totale, 20 realtà regionali di alto livello impegnate nel settore aerospaziale. Il Comitato Promotore del Cluster Tecnologico Aerospaziale Alpe Adria (CT3A) ha più volte sollecitato un possibile ruolo da parte di Gorizia, sfruttando l’aeroporto ‘Duchi d’Aosta’. Un distretto aerospaziale che aveva raccolto l’interesse di molteplici realtà scientifiche ed economiche, tra cui la SISSA, l’Area Science Park, il Sincrotrone Elettra, le sedi triestine degli Istituti di Fisica Nucleare e di Astrofisica e l’Autorità Portuale di Trieste. Sotto il profilo nazionale vi era stato interesse da parte di Leonardo e di Intesa San Paolo.
[z.s.]


