07.02.2023 – 07.01 – Dopo un rimbalzo avvenuto nel 2021 a seguito della parentesi Covid, le esportazioni in Slovenia sono nuovamente in salita e le importazioni anch’esse viaggiano a gonfie vele: 34,2% e 36,6% rispettivamente nel 2022, con un totale di 52,9 miliardi di export e 56,8 miliardi di import. Un dato da tenere d’occhio, considerando la concorrenza tra il porto di Koper/Capodistria e Trieste; e il generale assetto dell’area. I seppur ottimi risultati dello scalo giuliano non hanno infatti eguagliato il milione di TeU totalizzato da Koper nel 2022, con un export dell’automotive in crescita.
La Slovenia, accanto al comparto turistico, mantiene dal duemila un’economia orientata alle esportazioni, solitamente prodotti tecnologici e farmaceutici; nel caso del 2022 il 34% era costituita da prodotti nel campo della chimica. La Svizzera è stata la maggiore compratrice di beni sloveni nel 2022, col 18% del totale, seguita dalla Germania col 14,4%, l’Italia col 10,6%, la Croazia col 8,4%, l’Austria con il 6,7% e la Francia con il 3,3%.
Anche il settore delle automobili sembra aver conosciuto una parziale ripresa, tramite la fabbrica della Renault a Novo Mesto; le esportazioni di auto e/o di componenti automobilistiche sono salite fino al 26,7% del totale. La produzione di beni di consumo corrisponde invece al 16,4%, gli articoli manifatturieri vari per l’8,2% e infine i prodotti petroliferi e i lubricanti per l’8%.
A proposito di quest’ultimi, la Slovenia ha anche importato a sua volta massicciamente prodotti chimici e derivati, all’incirca il 31,9%, seguiti da componenti industriali e per i trasporti (es. per treni o corriere). Il 61% dei beni importati proveniva direttamente dall’Unione Europea, ma nuovamente con la Svizzera a giocare un ruolo principe con il 14,6% del totale, seguita dalla Germania con il 12,5%, l’Italia con l’11,5% e solo al quarto posto la Cina, con l’8,9%. Sorprendentemente basse le importazioni inoltre dalla vicina ‘Austria’, appena un 8,9%, al sesto posto.
[z.s.]


