Morta la regina Elisabetta: il legame della Corona britannica con Trieste

09.09.2022 – 07.01 – “Che bello!” La regina d’Inghilterra Elisabetta II aveva così esclamato, quando nel 2008 durante una visita a Lipizza/Lipica aveva ricevuto in dono un cavallo lipizzano. Uno dei tanti legami sottotraccia che connettono Trieste, il Carso e la Venezia Giulia all’Inghilterra, attraverso quel mare che la Gran Bretagna un tempo attraversava e dominava.
La regina d’Inghilterra Elisabetta II è infatti morta ieri pomeriggio, giovedì 8 settembre 2022, nella residenza di Balmoral in Scozia, alla veneranda età di 96 anni. I quattro figli, Carlo, Anna, Andrea ed Edoardo e il nipote William erano arrivati poche ore prima dell’annuncio. A seguito della scomparsa di Filippo, il 9 aprile 2021, la saluta era peggiorata progressivamente, fino all’aggravarsi terminale. I funerali si svolgeranno a dieci giorni dalla morte, come prevede il cerimoniale reale, ma prima il corpo della regina verrà esposto al pubblico per tre giorni.
I settant’anni di regno superano, di sette anni, quelli della Regina Vittoria; e come agli inizi del ‘900, all’inquieto approssimarsi della Prima Guerra Mondiale, il palcoscenico della storia si presenta altrettanto irrequieto. Intanto è innegabile che Elisabetta abbia tenuto fede allo storico discorso del 1947, quando aveva promesso: “Dichiaro davanti a voi tutti che la mia intera vita, sia essa lunga o breve, sarà dedicata al vostro servizio e al servizio della nostra grande famiglia alla quale tutti apparteniamo”.

I legami di Trieste affondano le radici ai tempi dell’imperatrice Maria Teresa e Giuseppe II, quando nel 1774 la Gran Bretagna scelse la città-porto come quarto luogo dove aprire un consolato in Europa. La presenza britannica, man mano che la città diventava prima un grande porto emporiale e successivamente un grande scalo logistico-industriale, fu attiva e costante, con una comunità nazionale divenuta ufficialmente tale nel 1830 e culminata nell’ottocento, con la costruzione della Chiesa anglicana. Ma senza dimenticare le presenze inglesi d’eccellenza: dalla visita di Lord Byron, al soggiorno di Richard Francis Burton.
Tutt’oggi, in via Udine 43, la Casa del Marinaio inglese testimonia un influsso di uomini e merci perdurato per due secoli. A seguito della cesura della prima guerra mondiale e del fascismo, il rapporto si vivificò nuovamente durante l’amministrazione alleata di Trieste; e tutt’oggi ex soldati inglesi rimpiangono la bianca città mediterranea.

Il legame si trasferì dal commercio all’istruzione nel 1982 quando aprì a Trieste il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico, definito all’epoca “uno sguardo di speranza verso il mondo”.
Nato negli anni Sessanta quale Atlantic College, l’UWC trovò proprio a Duino Aurisina, tra Monfalcone e Trieste, una delle sue prime, storiche, sedi: un conseguimento reso possibile grazie alla serrata collaborazione tra due aristocratici, rispettivamente Lord Mountbatten e il principe Raimondo della Torre e Tasso. Successivamente al terremoto in Friuli (1976), il deputato triestino Corrado Belci riuscì a inserire due articoli che impegnavano il governo e la regione nella creazione del Collegio. Nel 1984 proprio il principe Carlo d’Inghilterra inaugurò il nuovo anno accademico, quale Presidente dei Collegi: parlò in italiano e pertanto “viene accolto entusiasticamente dai triestini”, come riportano i giornali del tempo.

Con un salto di qualche decennio riscosse grande clamore tanto in Slovenia quanto in Venezia Giulia la visita della regina Elisabetta a Lipizza, onde partecipare a un convegno economico (erano i primi anni della crisi dapprima della Grecia e poi dell’Europa). La sovrana nell’occasione ebbe modo di pasteggiare con vino terrano, prosciutto, pane del Carso e uno strudel, prima di ricevere in dono “085 Favory Canissa XXII”, una giumenta sedicenne all’epoca campione di Slovenia nel dressage. La regina, grande appassionata di cavalli, ne apprezzò il portamento e rimase, secondo le cronache dei giornali, “stregata” dai cavalli lipizzani.

In tempi recenti, nel 2020, il Presidente del Polo del Gusto Riccardo Illy era stato insignito del titolo di Royal Warrant Holder dalla regina in persona: un attestato di qualità che autorizzava illycaffè ad essere Purveyors of Chocolates (Fornitori di cioccolato) per la famiglia reale. Il Polo del Gusto aveva infatti acquisito a sua volta la Prestat, nota per produrre il miglior cioccolato della Gran Bretagna. Il titolo era stato concesso solo in due altre occasioni, rispettivamente nel 1975 e nel 1999.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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