I droni del Friuli Venezia Giulia monitorano i fondali marini dell’Istria

10 giugno 2026 – ore 10:30 – Il monitoraggio della linea di costa e in generale dei fondali marini di mari piccoli come l’Adriatico è da sempre fondamentale; in quest’ambito l’Università di Udine (UniUD) ha iniziato un’importante campagna di monitoraggio delle fragili praterie sommerse di alghe e fanerogame marine lungo le coste di Italia e Croazia. Gli ‘occhi’ dei ricercatori sono una serie di droni marini autonomi, usati per acquisire dati ad alta risoluzione sugli habitat marini costieri e sul loro stato di conservazione. Le operazioni hanno come piattaforma operativa la barca- laboratorio multidisciplinare dell’Ateneo, l’Uniud Sailing Lab che ha base a Monfalcone, alla Società vela Oscar Cosulich (Svoc). La missione è partita da Rovigno (Croazia) in occasione della Giornata mondiale degli oceani. Durante la navigazione verranno effettuate misurazioni dei parametri chimico-fisici delle acque marine, e presso la costa croata, utilizzando il drone messo a punto dall’Ateneo friulano, saranno effettuate le osservazioni delle praterie sommerse in collaborazione con i partner croati, mentre i dati raccolti verranno trasmessi in tempo reale all’Adriaticum Data Hub, una piattaforma digitale nata nel 2023 per integrare le informazioni ambientali provenienti dall’area adriatica e per capitalizzare i risultati di sette progetti europei sul monitoraggio e la gestione dell’ecosistema marino. La missione è coordinata dal Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine nell’ambito del progetto Italia-Croazia ‘Brigantine‘, un progetto centrato sul monitoraggio degli ecosistemi marini e guidato dall’Ateneo, e la supervisione scientifica è affidata a Sabina Susmel, mentre l’Uniud Sailing Lab è guidato da Francesco Trevisan del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura, il quale con il suo team cura gli aspetti tecnologici del progetto, e il monitoraggio è seguito dal gruppo di ricerca di Francesco Boscutti, anch’egli del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali.

“Questa campagna – spiega Sabina Susmel – che si unisce a quelle già svolte la scorsa primavera-estate, rappresenta un risultato molto significativo in un percorso di cooperazione transfrontaliera e l’iniziativa conferma l’impegno dell’Università di Udine nella ricerca applicata, nell’innovazione tecnologica e nella cooperazione multidisciplinare e multinazionale per la protezione degli ecosistemi dell’Adriatico”.

Partner dell’ateneo friulano nel progetto Brigantine sono il Dipartimento di Scienze della vita dell’Università Politecnica delle Marche, il Centro di ricerche marine dell’Istituto ‘Ruđer Bošković’ di Rovigno e il Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia.

Articolo di Zeno Saracino

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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