Friuli Venezia Giulia, risorse Pnrr impegnate al 98%. Oltre 468 interventi già conclusi

1 giugno 2026 – ore 11:00 – Il Friuli Venezia Giulia entra nella fase decisiva del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) con il 98% delle risorse regionali già impegnate. Gli investimenti stanno producendo effetti concreti in settori chiave come sanità, infrastrutture, digitalizzazione, cultura e sostegno alle imprese. Il punto sull’avanzamento è stato fatto durante la riunione della Cabina di regia Pnrr del Friuli Venezia Giulia, dedicata all’analisi della spesa e dello stato di attuazione degli investimenti. A margine dell’incontro, l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, ha sottolineato come le risorse assegnate alla Regione siano state “sostanzialmente tutte utilizzate”, indicando il Pnrr non solo come un insieme di capitoli di bilancio, ma come una leva concreta di trasformazione per il territorio.

Il dato centrale riguarda i 629,7 milioni € iscritti a bilancio regionale: di questi, 614,7 milioni risultano già impegnati, pari al 98% del totale. La spesa effettiva registrata sulla piattaforma Regis, il sistema nazionale di monitoraggio degli interventi Pnrr, si attesta invece al 60%, un livello che misura la fase di passaggio dagli impegni amministrativi alla realizzazione concreta e alla rendicontazione degli interventi. Nel quadro complessivo, il Friuli Venezia Giulia ha beneficiato di 3,4 miliardi € tra Pnrr (2,8 miliardi) e Piano nazionale complementare (600 milioni), distribuendo le risorse tra Regione, Enti locali ed Enti di decentramento regionale, a conferma di una struttura di investimento che coinvolge più livelli istituzionali e interessa tanto le grandi opere quanto gli interventi diffusi nei territori.

Finora, gli investimenti attuati direttamente dalla Regione hanno consentito di ultimare 468 interventi, di cui 253 a sostegno delle imprese agricole. In ambito sanitario se ne contano 73, tra Centrali operative territoriali e acquisizione di grandi apparecchiature; mentre il settore culturale registra 49 interventi, concentrati soprattutto sulla tutela dell’architettura rurale. Gli altri interventi riguardano infrastrutture e misure per il contrasto al dissesto idrogeologico, due fronti particolarmente sensibili per un territorio che deve coniugare sviluppo, sicurezza e cura dell’ambiente.

Articolo di Agata Cragnolin

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