Zecche, carne rossa e Bill Gates: perché torna virale il caso alpha-gal

3 maggio 2026 – ore 08:30 – Una puntura impercettibile, una dieta che cambia all’improvviso e un volto noto al centro delle accuse: questi i protagonisti di una teoria del complotto che ciclicamente torna virale. Negli ultimi anni, soprattutto negli USA, si è diffusa l’attenzione su una condizione piuttosto insolita, ma ampiamente documentata: la sindrome alpha-gal. Si tratta di un’allergia alla carne rossa che può svilupparsi a seguito del morso di alcune specie di zecche, in particolare la “lone star tick” (Amblyomma americanum). Il fenomeno venne identificato dalla comunità scientifica già dai primi anni 2000, con importanti conferme nel 2009, quando ricercatori negli Stati Uniti identificarono il legame tra il morso della zecca Amblyomma americanum e il manifestarsi della reazione allergica. Da allora, i casi sono stati monitorati soprattutto in Nord America, ma anche in altre aree del mondo.

La teoria che vorrebbe associare la crescente diffusione di questa sindrome con la figura di Bill Gates nasce molto più tardi. A partire dal 2018–2019, iniziano a circolare online contenuti che citano finanziamenti della Bill & Melinda Gates Foundation a progetti di ricerca su insetti e parassiti, incluse le zecche che colpiscono il bestiame. Nel 2021 e poi di nuovo tra il 2023 e il 2025, questi elementi vengono ripresi e reinterpretati sui social, con l’intento di portare alla luce una curiosa coincidenza: oltre ad aver finanziato la ricerca sulle zecche, Bill Gates ha sostenuto realtà legate alla produzione di alternative alla carne (vegetali o coltivate in laboratorio), come le aziende Impossible Foods e Beyond Meat o la startup Memphis Meats (oggi Upside Foods).

Secondo la teoria, i finanziamenti di Bill Gates sarebbero dunque direttamente collegati alla crescente incidenza della sindrome alpha-gal negli esseri umani: attraverso la sindrome alfa-gal si creerebbe un bisogno (quello di sostituire la carne rossa con surrogati ad essa somiglianti) che i prodotti promossi dallo stesso Bill Gates potrebbero soddisfare. Nei giorni scorsi, numerosi video dall’impostazione divulgativa, allarmista o semplicemente ironica sono andati virali sui social: c’è chi allude ad un “piano per farti smettere di mangiare carne”, chi insinua che si stia per creare una situazione “peggiore del covid”, chi invece si limita a dispensare semplici consigli su come prevenire il morso di zecca. Sebbene i dati sembrino confermare che i casi di alpha-gal siano effettivamente aumentati in USA negli ultimi anni, con una stima di 450 mila cittadini colpiti dalla sindrome dal 2010 al 2022, non esiste alcuna prova concreta che colleghi direttamente l’operato di Bill Gates alla significativa diffusione dell’allergia.

Non è un caso che la teoria si ripresenti tra fine aprile e inizio maggio, periodo in cui si torna all’aperto e ci si espone maggiormente al rischio di essere morsi da una zecca. E le congetture attecchiscono perché, oltre ad aggrapparsi alle paure dei cittadini, sfruttano le dinamiche dei social: contenuti semplici, che puntano “alla pancia” e lanciano un messaggio apparentemente basato su dati attendibili e fatti reali, tendono a diventare virali. Video brevi e post condivisibili amplificano il contenuto, specialmente quando si tratta di temi sensibili come salute, alimentazione e personaggi particolarmente famosi o divisivi. Fonti scientifiche e istituzioni sanitarie chiariscono che la sindrome alpha-gal è causata da zecche presenti in natura e che i progetti finanziati da fondazioni private riguardano prevalentemente il controllo di malattie animali, non la modifica di specie che attaccano l’uomo. Alla fine dei conti, ciò che spopola online negli ultimi giorni va interpretato come un semplice trend riproposto: una teoria nata alcuni anni fa, riemersa a più riprese e alimentata dalla viralità dei social, nonché dal timore, comune a tutti, di essere punti.

Articolo di Benedetta Marchetti

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