29 maggio 2026 – ore 18:30 – Due grandi teatri, due spettacoli di produzione e un progetto culturale condiviso. Si è conclusa con un bilancio positivo l’esperienza di “Roméo et Juliette/Romeo e Giulietta”, realizzata in coproduzione dalla Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste e dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. I risultati dell’iniziativa sono stati illustrati oggi in conferenza stampa alla presenza del vicepresidente e assessore regionale alla Cultura, Mario Anzil, del sovrintendente del Teatro Verdi, Giuliano Polo, del direttore artistico Valerio Vicari, del presidente del Rossetti, Francesco Granbassi, e di Paolo Valerio, direttore del Teatro Stabile e regista di entrambe le produzioni. Il progetto ha portato in scena, fra l’8 e il 24 maggio, l’opera di Charles Gounod e il testo shakespeariano in due distinti allestimenti, accomunati dalla regia, dall’impianto scenografico e dal palcoscenico del Teatro Verdi. In tutto sono state proposte 12 repliche, sei per la lirica e sei per la prosa, oltre a una matinée riservata alle scuole superiori. L’operazione, definita dai promotori una sperimentazione rara e innovativa, ha unito due dei principali centri di produzione culturale del territorio, coinvolgendo artisti, tecnici, orchestra, cast creativi e personale organizzativo dei due teatri. Tra gli elementi più significativi, anche la presenza di 12 professori d’orchestra nello spettacolo di prosa, che ha rafforzato la dimensione musicale dell’allestimento.
Positivi anche i primi riscontri della critica, sia per la produzione lirica sia per quella teatrale. Il progetto ha inoltre registrato una forte risposta sul piano della comunicazione: Verdi e Rossetti hanno lavorato insieme anche sui canali social, generando quasi un milione di visualizzazioni. «Sono molto soddisfatto», ha commentato Giuliano Polo, sottolineando come il progetto abbia segnato «un importante e innovativo passo avanti nella collaborazione tra i due principali centri di produzione delle arti performative della città di Trieste». Per Polo, l’iniziativa rappresenta «un benchmark importante come riferimento per il futuro». Secondo Francesco Granbassi, «quando due grandi istituzioni teatrali decidono di lavorare davvero insieme, fondendo competenze, visioni e risorse, il risultato supera la somma delle parti». Il presidente del Rossetti ha evidenziato anche il valore economico e territoriale dell’iniziativa, capace di attrarre pubblico da fuori città e dall’estero. Per Paolo Valerio, il progetto nasce «dalla fusione del sapere produttivo» del Verdi e del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. «L’esito di questa coraggiosa sfida — ha osservato — dimostra come Trieste, accanto alla crescita turistica di questi anni, abbia un punto di forza nella sua vocazione alla creazione culturale».
Accanto agli spettacoli, il progetto ha avuto una ricaduta formativa e divulgativa. Sono stati coinvolti gli studenti di Storia del Teatro dell’Università di Trieste, guidati dal professor Paolo Quazzolo, e oltre 500 ragazzi di sette istituti superiori cittadini in un laboratorio dedicato alle emozioni e all’educazione sentimentale, realizzato con professionisti del Teatro Stabile e con la psicologa Maria Aurora Russo. Da gennaio 2026, inoltre, Verdi e Rossetti hanno promosso otto incontri collaterali a ingresso libero, tra approfondimenti, guide all’ascolto, confronti tra libretto e testo shakespeariano e appuntamenti dedicati ai protagonisti delle due produzioni. Dopo il successo al Teatro Verdi, lo spettacolo di prosa ripartirà a febbraio 2027. Trieste sarà la prima tappa della tournée, con due nuove repliche al Politeama Rossetti. Sono già previste date a Palermo, Catania, Bologna, Brescia, Savona, Gorizia, Imola, in diverse città della Puglia, in Svizzera e a Ferrara.
Articolo di Francesco Viviani
Roméo et Juliette, Romeo e Giulietta: l’inedita coproduzione che intreccia opera e prosa


