9 maggio 2026 – ore 09:00 – “Parlare di verità dopo quattro anni e mezzo è un po’ difficile. Secondo me le indagini sono partite male fin dall’inizio e, di conseguenza, trovare oggi delle risposte sarà impossibile”. Lo ha detto a Trieste Sebastiano Visintin, marito di Liliana Resinovich e indagato per l’omicidio della donna. Visintin ha parlato con i giornalisti in vista degli accertamenti sui reperti, i cui risultati sono attesi per giugno. “Io non vedo l’ora che arrivi quel giorno, così ci troveremo davanti al gip, ascolteremo cosa avrà da dire la Procura e i miei avvocati potranno intervenire”, ha affermato. Alla domanda se fosse preoccupato, ha risposto: “Assolutamente no”. “Non è neanche questione di essere pronti: devono venire fuori i fatti. Se ritengono che io abbia qualche responsabilità, portino gli elementi davanti al giudice, poi eventualmente ci difenderemo”, ha aggiunto.
Visintin ha poi spiegato le ragioni della sua assenza al secondo funerale della moglie. “Ho preferito non andare per non creare attriti. Spero presto di riuscire a sapere dove è sepolta, perché ancora non lo so. Aspettavo che passasse un po’ di tempo e poi andrò a portarle un fiore”. Riferendosi ai rapporti con i familiari di Resinovich, ha parlato di “contrasti su tante cose”. “Quando il fratello ha fatto certe affermazioni su di me, posso anche capirlo, perché evidentemente si è fatto un’idea. Io ho preferito non essere presente per non creare ulteriori attriti”, ha detto. Infine, replicando alle dichiarazioni del fratello di Liliana, Sergio Resinovich, secondo cui Visintin saprebbe come sono andate le cose, ha commentato: “Sono solo affermazioni che non hanno nessuna rilevanza. Lui si è fatto una certa idea e vedremo cosa verrà fuori. Sono quattro anni e mezzo che andiamo avanti e purtroppo né io, né i familiari, né gli amici, e penso neanche gli inquirenti, hanno ancora capito cosa possa esserle successo”.
Articolo di Francesco Viviani
Caso Resinovich, l’accusa in aula: «Visintin ha scatenato il web contro di noi»


