Primo Maggio a Trieste, USB organizza uno “Spezzone Sociale” nel corteo: al centro salari, casa e no alla guerra

30 aprile 2026 – ore 09:30 – In occasione del Primo Maggio, USB Trieste promuove la costruzione di uno “Spezzone Sociale” all’interno del corteo cittadino, con partenza alle 9 da Campo San Giacomo e arrivo in Piazza della Borsa. L’iniziativa, spiega l’organizzazione sindacale, nasce in un contesto sociale definito “sempre più pesante”, segnato dall’aumento dei prezzi e dalla riduzione del potere d’acquisto. Secondo USB, l’inflazione continua a incidere su salari ritenuti insufficienti, mentre il caro energia e il costo dei beni essenziali aggravano la situazione. Le misure adottate dal Governo vengono giudicate “inadeguate” e non in grado di incidere sulle condizioni materiali di lavoratrici e lavoratori. Tra le richieste avanzate figura l’introduzione di un salario di base di almeno 2.000 euro netti, modulato in base ai livelli contrattuali. Il sindacato indica inoltre la necessità di interventi sul diritto alla casa, con il blocco di sfratti e distacchi delle utenze, il contenimento degli affitti e il rilancio dell’edilizia pubblica. Viene inoltre proposta la riduzione dei prezzi attraverso l’azzeramento dell’Iva sui beni di prima necessità.

USB sollecita anche un intervento nel settore energetico, sostenendo che l’attuale sistema favorisca un trasferimento di ricchezza verso pochi soggetti. In questo contesto, viene avanzata la richiesta di nazionalizzazione di Eni e di altre grandi imprese del comparto. A livello locale, il sindacato segnala l’impatto dei processi di overtourism e turistificazione sulla città di Trieste, con effetti sul mercato degli affitti e sulla disponibilità abitativa. Viene inoltre evidenziata la diffusione di lavoro precario e sottopagato nei settori legati al turismo e ai servizi. Nel documento si ribadisce anche la contrarietà alla guerra e all’economia di guerra, con riferimento alle ricadute su prezzi e condizioni di vita. USB richiama inoltre il tema del transito di materiale bellico nelle infrastrutture italiane, inclusi porti, ferrovie e aeroporti. Lo “Spezzone Sociale”, riferisce il sindacato, sarà caratterizzato da uno striscione con la scritta “Il lavoro ripudia la guerra. Blocchiamo le armi, alziamo i salari”. USB invita lavoratrici, lavoratori e cittadinanza a partecipare all’iniziativa.

Articolo di Francesco Viviani

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