Ecco che cosa ha detto Giorgia Meloni sul lockdown energetico

12 aprile 2026 – ore 14:00 – Pur non citandolo esplicitamente, Giorgia Meloni è sembrata escludere un imminente lockdown energetico in Italia, nelle sue informative al Parlamento il 9 aprile 2026. Il presidente del Consiglio ha toccato il tema della crisi energetica, ricordando il decreto accise e affermando poi: “Se la crisi in Medio Oriente dovesse conoscere una nuova recrudescenza, dovremmo porci seriamente il tema di una risposta europea, non dissimile per approccio e strumenti a quella messa in campo per la pandemia. In quel caso, riteniamo che non dovrebbe essere un tabù ragionare di una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita. Non una deroga per singolo Stato membro ma un provvedimento generalizzato. Esattamente come l’Italia rimane pronta ad attivare ogni possibile misura per affrontare gli eventuali comportamenti speculativi, compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche”. Siglato nel 1997, il Patto di stabilità e crescita è quell’accordo internazionale che obbliga gli Stati membri dell’Unione europea a rispettare parametri finanziari comuni nelle politiche di bilancio nazionali, tra cui un deficit pubblico inferiore al 3% e un debito pubblico inferiore al 60% del Prodotto interno lordo. Se dunque da un lato Giorgia Meloni ha evocato la gestione emergenziale dell’epoca Covid, e in particolare il fatto che essa fu coordinata da Bruxelles, dall’altro ha auspicato che stavolta la risposta comunitaria dinanzi alla nuova emergenza sia un allentamento temporaneo delle regole finanziarie Ue. Il primo ministro italiano non ha nominato eventuali restrizioni alla libertà di movimento dei cittadini.

Lockdown energetico è per ora un’espressione giornalistica, che suggerisce che la crisi energetica potrebbe essere gestita in maniera emergenziale, analoga a quanto fatto durante il Covid. A supporto di questa prospettiva, ci sono le linee guida pubblicate il 20 marzo 2026 dall’Agenzia internazionale dell’energia che, volendo rimanere dentro il paragone, potrebbe avere un ruolo di coordinamento globale simile a quello dell’Organizzazione mondiale della sanità, e c’è la lettera che il commissario europeo Dan Jorgensen ha indirizzato ai Paesi membri Ue, Italia inclusa. Limitazioni al consumo di energia sono già state adottate in Asia: nello Sri Lanka per esempio durante l’emergenza è previsto un fuel pass con Qr code associato alla targa per fare benzina, la quale viene in questo modo razionata. L’Agenzia internazionale dell’energia offre per la gestione dell’emergenza energetica le seguenti raccomandazioni: lavorare da casa; disincentivare gli spostamenti con automobili e mezzi privati in favore di trasporto pubblico, car sharing e simili; ridurre la velocità in macchina e l’uso dell’aria condizionata; evitare i voli aerei; utilizzare il più possibile l’energia elettrica e altre fonti alternative.

Il 30 marzo 2026 il commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, ha scritto una lettera ai ministri dell’Energia degli Stati membri (i “nuovi” ministri della Sanità, sempre volendo rimanere all’interno del paragone). “Non possiamo tornare alla normalità nel prossimo futuro”, ha detto Jorgensen, consigliando ai governi nazionali una serie di misure ispirate a quelle descritte dall’Agenzia internazionale per l’energia, accomunate dall’idea di evitare gli spostamenti il più possibile, davanti alla prospettiva di “un’interruzione prolungata” delle forniture energetiche. Pochi giorni dopo Jorgensen ha fatto sapere al Financial Times che Bruxelles non esclude razionamenti di energia e carburante. Successivamente il ministro italiano dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha rilasciato una serie di dichiarazioni.

“Chiaro che siamo pronti al razionamento, se necessario”, ha detto il 5 aprile 2026 a Rai News Pichetto Fratin: “Valutiamo diverse possibili azioni, ma non ci sono ancora le condizioni per intervenire. Al Ministero lavora una commissione apposita per studiare il piano per l’emergenza. Vedremo dove e come intervenire. Di certo non reagiremmo con le domeniche in bicicletta come nel 1973. Se tutto si blocca, con le nostre riserve si va avanti un mese. Ma è possibile che le cose vadano diversamente, la penuria potrebbe incidere di più in un settore o un altro”. Su queste basi si era creata un’aspettativa mediatica, sul fatto che Giorgia Meloni avrebbe parlato del lockdown energetico durante le informative alle Camere. Un simile annuncio, tuttavia, non c’è stato. Quello stesso 9 aprile 2026 il ministro competente, Pichetto Fratin appunto, ha spiegato a Wired che le misure allo studio riguardano un aggiornamento di due documenti risalenti al 2023: il Piano di azione preventiva e il Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale. Si possono consultare entrambi a questo link. Il piano di emegenza prevede tre livelli di gravità delle possibili situazioni: preallarme, allarme ed emergenza vera e propria. In quest’ultimo caso in Italia sono applicabili misure come ad esempio l’imposizione di limitazioni al riscaldamento domestico.

Il documento spiega inoltre che il Consiglio europeo, su proposta della Commissione europea, ha il potere di dichiarare lo stato di Allerta Ue, dinanzi a un “rischio sostanziale di grave penuria nell’approvvigionamento di gas”: in tal caso, Bruxelles può “ridurre il consumo di gas tramite una riduzione obbligatoria della domanda”, qualora ritenga “non sufficienti le misure di riduzione volontaria dei consumi”. In un simile scenario di Allerta Ue, “l’Italia dovrebbe in genere trovarsi nella condizione di poter far valere il bonus che limita gli obblighi di riduzione dei consumi (previsti dall’articolo 5, comma 5, del Regolamento Ue 2022/1369), premiando gli Stati membri con un grado di riempimento dei propri stoccaggi superiore alla data del 1° agosto al livello stabilito dal Regolamento (UE) 2017/1938 in misura pari al 58%”. Questo Piano di emergenza risale appunto al 2023, conseguenza della crisi energetica successiva al conflitto russo-ucraino, ed è attualmente in fase di aggiornamento.

Articolo di Lilli Goriup

 

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