Racconti nel piatto, storie dei sapori del Friuli Venezia Giulia

24.03.2026 – 10.00 – Il cibo non è mai soltanto cibo, ma un racconto silenzioso che attraversa secoli, confini e tradizioni; caratteristiche identitarie per il Friuli Venezia Giulia. Basta sfogliare le storie raccolte nel progetto di Live Experience Stories FVG per accorgersi che ogni ricetta è una narrazione di luoghi e persone; una cucina da cui nasce l’incontro. Non è un caso che la tradizione gastronomica regionale sia il risultato di influenze mitteleuropee, venete e slave, fuse in una sintesi unica che riflettono una sorta di mappa geografica commestibile. Si pensi alla gubana, dolce simbolo delle Valli del Natisone: non è solo un dessert, ma il segno di una comunità che nei secoli ha dialogato con la cultura slovena, custodendo riti e tradizioni che ancora oggi sopravvivono nelle cucine di casa. Oppure alla jota, una minestra robusta fatta di crauti, fagioli e patate, che racconta un clima, una storia di povertà contadina e la necessità di creare piatti nutrienti con ingredienti semplici.

Spostandosi verso la pianura e le colline, il racconto cambia. Qui entrano in scena il frico e i formaggi come il Montasio, espressione di un’economia legata all’allevamento e alla montagna. Piatti essenziali, ma profondamente identitari, che parlano di stagionalità, di lavoro e di un rapporto diretto con la terra. Nei vigneti del Collio e dei Colli Orientali, invece, il vino diventa linguaggio culturale: ogni calice è una sintesi di clima, suolo e tradizione, un modo diverso di leggere il territorio. E poi c’è il mare. Nelle zone costiere, il racconto gastronomico si apre all’Adriatico con piatti il boreto o i brodetti, che cambiano da porto a porto, portando con sé tracce di scambi commerciali e influenze veneziane e dalmate. Anche qui, la cucina non è mai statica: si trasforma, si adatta, assorbe. Questa continua variazione è forse la cifra più autentica della nostra regione: in pochi chilometri si passa dalle montagne alle lagune, dai boschi ai vigneti, e ogni paesaggio si riflette direttamente nei sapori. È un territorio dove il cibo segue i cammini, senza avere un’identità unica, ma molte che convivono insieme.

[a.c.]

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