13.03.2026 – 8.30 – E dopo quasi un secolo e mezzo, una parte della collezione egizia dell’Arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo torna finalmente a Trieste, riportando con sé il fascino di un Ottocento cosmopolita e curioso. Dal 2 aprile al 1° novembre 2026, le Scuderie del Castello di Miramare accoglieranno oltre cento reperti provenienti dal Kunsthistorisches Museum di Vienna e dal Civico Museo d’Antichità J.J. Winckelmann. Nel 1891, l’intera raccolta era stata trasferita nella capitale asburgica, dove rimase esposta per generazioni. Oggi, grazie a una collaborazione internazionale di alto profilo, Trieste ha l’occasione di riscoprire un capitolo significativo della propria storia culturale. In particolare, la mostra “Una Sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna” ricostruisce la passione dell’Arciduca per l’antico Egitto, un interesse che si estendeva in realtà al più ampio panorama collezionistico triestino dell’epoca.
Il percorso espositivo è curato da Massimo Osanna, direttore della Direzione generale Musei, da Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, insieme a Cäcilia Bischoff, storica dell’arte del KHM, e Michaela Hüttner, curatrice della Collezione egizio-orientale del KHM. Nel dettaglio, la mostra segue l’evoluzione della raccolta di Massimiliano d’Asburgo: dagli acquisti iniziali, effettuati nei primi anni Cinquanta dell’Ottocento presso il console Anton von Laurin, alle missioni diplomatiche e alle grandi campagne di acquisto, fino all’ambizioso e mai realizzato progetto di destinare i reperti al Museo Nacional del Messico. Le opere selezionate dai curatori della mostra raccontano non solo il gusto personale e gli interessi di Massimiliano in quanto collezionista di antichità, ma anche la trasformazione del concetto di museo dall’Ottocento in poi: da spazio privato riservato ad un’élite di intenditori, il museo viene progressivamente inteso come un luogo dedicato alla conservazione, allo studio e alla fruizione collettiva dei beni culturali. Lo stesso Arciduca aveva concepito la propria collezione non come un mezzo per accrescere il proprio prestigio, ma come uno strumento utile a promuovere la ricerca storica e filologica sulla civiltà egizia.
Accanto ai prestiti viennesi e ad alcune opere appartenenti alla collezione di Miramare, verranno esposti reperti provenienti dal Civico Museo d’Antichità J. J. Winckelmann di Trieste, testimoniando con chiarezza come l’interesse per l’egittologia guidasse il gusto collezionistico della Trieste ottocentesca. Alle Scuderie del Castello di Miramare, i visitatori avranno dunque la possibilità di conoscere il progetto di Massimiliano e la sua lungimirante visione: la realizzazione di un museo ideale in cui esporre le proprie eclettiche collezioni. A completare l’esperienza, un ricco programma educativo rivolto alle scuole invita gli studenti a esplorare simboli, miti e suggestioni dell’antico Egitto attraverso attività immersive e laboratoriali. “Una Sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna” è frutto della cooperazione tra diversi enti museali: organizzata dal Museo storico e Parco del Castello di Miramare, la mostra è co-organizzata dal Kunsthistorisches Museum, realizzata da MondoMostre e CoopCulture, in collaborazione con il Comune di Trieste e PromoTurismoFVG, con il contributo scientifico del Museo Egizio di Torino. Trieste si prepara così a (ri)accogliere le preziose testimonianze di una civiltà enigmatica che, ancora oggi, continua a esercitare un fascino senza tempo.
[b.m.]


