Giorgia Meloni sull’Iran: «L’Italia non è parte del conflitto»

08.03.2026 – 7.30 – Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ieri ha condiviso un messaggio sull’evoluzione della guerra in Iran e in Medio Oriente. «Seguo costantemente con i ministri competenti gli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Il governo è al lavoro senza sosta per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e gli interessi dell’Italia», ha esordito, per poi dare notizia di aver «promosso un confronto stretto tra Italia, Francia, Germania, Regno Unito, avviando un coordinamento tra quattro grandi Stati europei per affrontare insieme questa crisi e per rafforzare l’azione diplomatica. Con il presidente francese Macron, il cancelliere tedesco Merz, il primo ministro britannico Starmer abbiamo condiviso la necessità di lavorare insieme per evitare il più possibile un’ulteriore escalation e contribuire alla stabilità internazionale». Quindi un punto sull’attuale posizione dell’Italia rispetto al conflitto in Medio Oriente: «Per garantire la sicurezza dei confini dell’Unione europea, abbiamo anche disposto il dispiegamento di una fregata italiana a Cipro, un atto che è di solidarietà europea, ma soprattutto di prevenzione. Ma la nostra linea è molto chiara. L’Italia non è parte del conflitto e non intende diventare parte del conflitto. Noi lavoriamo per quanto possibile all’obiettivo di ridurre le tensioni e verificare se vi sia ancora una possibilità di riprendere i negoziati. Intanto continuiamo a dialogare con tutti i Paesi della regione e ad assistere i nostri connazionali ancora presenti nell’area».

Infine Giorgia Meloni ha descritto l’impegno dell’esecutivo nel fronteggiare gli effetti negativi delle turbolenze economiche generate dalla guerra in Iran e in Medio Oriente. «Siamo anche al lavoro per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini, per la nostra Nazione, con task force attivate per monitorare l’andamento dei prezzi dell’energia, della benzina, dei generi alimentari e per combattere la speculazione», ha concluso il presidente del Consiglio: «Sulla benzina stiamo valutando di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili, reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023, nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile. Il meccanismo, la cui attivazione viene anche chiesta da parte di alcuni partiti dell’opposizione, consente di utilizzare la parte di maggiore Iva che arriva dall’aumento dei prezzi, per ridurre le accise. È lo strumento della sterilizzazione che avevamo scritto nel programma di governo del centrodestra e la sua attivazione è già allo studio da qualche giorno da parte del Ministero dell’Economia. Certamente è una fase difficile. Il Governo è impegnato a proteggere la sicurezza dell’Italia e dei suoi cittadini, impegnato a sostenere ogni iniziativa volta alla ricerca della pace».

[l.g.]

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