Ridurre l’impatto ambientale del traffico aereo: UniTs porta a termine il progetto Green-GEAR

24.02.2026 – 8.30 – Il progetto Horizon Europe Green-GEAR è da poco giunto al termine, dopo oltre due anni di ricerca interistituzionale dedicata alla riduzione dell’impatto ambientale del traffico aereo. Decimo progetto europeo condotto dal gruppo di ricerca UniTS negli ultimi vent’anni, Green-GEAR si è svolto in collaborazione con i principali stakeholder continentali del settore. In particolare, il gruppo di ricerca dell’Università di Trieste, guidato dal prof. Lorenzo Castelli del Dipartimento di Ingegneria e Architettura (DIA), si è concentrato sullo studio dei meccanismi tariffari che attualmente regolano l’attività delle compagnie aeree. La criticità del sistema è evidente: ogni volo che attraversa lo spazio aereo europeo è soggetto a tariffe proporzionali alla distanza percorsa e al peso dell’aeromobile, con costi variabili a seconda del Paese sorvolato. Ciò significa che attraversare uno spazio aereo come quello della Svizzera o dei Paesi Bassi comporta un esborso superiore rispetto ad altre zone, come Irlanda o Croazia. Di conseguenza, le compagnie aeree scelgono spesso rotte più lunghe per evitare di attraversare le aree più onerose: naturalmente, questa strategia comporta un maggiore consumo di carburante e, inevitabilmente, un aumento non necessario delle emissioni di anidride carbonica (CO₂).

Per contrastare il fenomeno e ridurre l’impatto ambientale del traffico aereo, il gruppo di ricerca UniTs si è concentrato sull’elaborazione di nuovi modelli di tariffazione, coerenti con la normativa europea vigente: l’obiettivo finale, quello di ridurre le disparità economiche tra i vari Stati e incentivare traiettorie il più possibile dirette. Nello specifico, i modelli teorici sviluppati da UniTs sono stati formalizzati attraverso strumenti di programmazione matematica e validati su dati reali di traffico forniti da EUROCONTROL, partner del progetto. I test su larga scala hanno evidenziato risultati significativi: una diminuzione fino all’1,46% della distanza di volo e una riduzione fino all’1,44% delle emissioni di CO₂. Considerando che i cieli europei vengono solcati ogni anno da oltre 10 milioni di voli, anche percentuali apparentemente contenute possono tradursi in milioni di tonnellate di CO₂ evitate. In effetti, le stime più recenti suggeriscono che i voli in partenza dagli aeroporti europei generano ogni anno tra 130 e 140 milioni di tonnellate di CO₂.

Il neo direttore del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, Giorgio Sulligoi, ha sottolineato il ruolo strategico delle ricerche finora condotte, fortemente legate agli obiettivi della Commissione europea per la riduzione dell’impatto climatico delle attività industriali: “Si tratta di un ambito di ricerca cruciale per la transizione ecologica del settore aeronautico. Siamo particolarmente soddisfatti del forte inserimento del nostro gruppo nel panorama europeo, confermato dal recente finanziamento di un nuovo progetto Horizon Europe che estenderà l’analisi anche agli effetti non legati alla sola CO₂, come le scie di condensazione e le emissioni di ossidi di azoto”. È stata annunciata di recente l’approvazione di FairSky, un nuovo studio che amplierà la riflessione sull’impatto climatico complessivo del traffico aereo: il progetto consoliderà ulteriormente il ruolo dell’ateneo triestino nella ricerca europea finalizzata all’ottimizzazione e alla gestione sostenibile del traffico aereo.

[b.m.]

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