Oman-Trieste, Dipiazza presenta lo sviluppo della città alla delegazione di Dream Group

11.02.2026 – 10.00 – Trieste si conferma interlocutore di interesse nei processi di sviluppo urbano, con una visione proiettata oltre i confini nazionali, a seguito dell’incontro che si è tenuto ieri pomeriggio nel Salotto Azzurro del municipio. Il sindaco Roberto Dipiazza, affiancato dal presidente del Consiglio comunale Francesco Di Paola Pantecae dal direttore del Dipartimento Territorio, Ambiente, Lavori Pubblici e Patrimonio Giulio Bernetti, ha ricevuto una delegazione del mondo industriale omanita guidata dai vertici di Dream Group: il direttore generale Al-Bahri e il CEO Al Mahrouqi. Presenti insieme a loro anche alcuni rappresentanti di Legnolandia Group, realtà friulana di riferimento internazionale nel settore delle costruzioni in legno e della progettazione di parchi tematici e spazi ricreativi. Proprio con Legnolandia, gli esponenti di Dream Group intendono avviare una collaborazione: il prestigioso gruppo immobiliare omanita, attivo collaboratore dell’Ambasciata d’Italia e dell’Ufficio ICE a Muscat e attualmente impegnato nello sviluppo di tre nuove città nel Sultanato, punta infatti a coinvolgere alcune imprese italiane nei grandi progetti di trasformazione urbana in corso nel Paese mediorientale.

La tappa a Trieste non è stata casuale. Gli industriali omaniti hanno voluto conoscere da vicino il capoluogo regionale e il suo primo cittadino, esplorando potenzialità, identità e prospettive di una città che da sempre vive di relazioni internazionali. Dipiazza ha fatto gli onori di casa, illustrando agli ospiti la storia mitteleuropea, la posizione strategica nel cuore dell’Europa centro-orientale, la vocazione portuale e scientifica, ma soprattutto la traiettoria di sviluppo che oggi sta ridisegnando il volto urbano. Al centro del confronto è infatti emerso con forza il progetto di rigenerazione di Porto Vecchio-Porto Vivo: 65 ettari affacciati sul mare dell’antico scalo asburgico che stanno progressivamente trasformandosi in un nuovo quartiere della città. Un intervento che il sindaco non ha esitato a paragonare, in termini di potenziale attrattivo e qualità della trasformazione, a una futura Montecarlo; paragone ambizioso, che restituisce l’idea della portata dell’operazione e della volontà politica di posizionare Trieste come polo urbano di livello internazionale.

L’incontro, più che un semplice momento istituzionale, appare dunque come un tassello di una strategia più ampia, al fine di mettere in connessione la trasformazione di Trieste con le grandi dinamiche globali dello sviluppo immobiliare e infrastrutturale. Se da un lato l’Oman guarda all’Italia per competenze e know-how, dall’altro Trieste consolida la propria vocazione di ponte tra mondi diversi, laboratorio urbano capace di dialogare con investitori e progettualità che superano i confini europei.

[a.c.]

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