Le Ville dimenticate di Trieste: Villa Cosulich

27.06.2018 – Prosegue il viaggio che vede protagoniste ville e residenze triestine dalla storia prestigiosa, ma abbandonate o quasi dimenticate, che spesso portano il nome di persone che hanno marcatamente segnato la fisionomia della città.
In un parco pubblico collocato nella parte bassa di Strada del Friuli si cela tra la vegetazione un edifico fatiscente, Villa Cosulich, un luogo che rientra a pieno nei “tesori” dimenticati o abbandonati dalle istituzioni.

Villa Cosulich è a metà tra un diamante grezzo, di cui talvolta si è parlato di una ristrutturazione mai eseguita se non nel giardino che la circonda, e un reperto archeologico di una Trieste ormai scomparsa.
Ha avuto varie proprietà e conosciuto molte famiglie di spicco nella società triestina del tempo, dai Brulo Garofalo ai Carciotti per citarne alcuni, e dagli anni ’20 Villa Cosulich. O meglio, Villa Argentina, come risulta dai documenti dell’epoca.
Questo perché il suo compratore Antonio Cosulich era un armatore della dinastia dei Cosulich, una già storica famiglia lussignana a capo di un illustre sistema di cantieristica e commercio navale, che già nel corso dell’800 riuscì a stabilire una fiorente sinergia commerciale con le Americhe. Antonio Cosulich era da poco ritornato da un incarico assunto a Buenos Aires, che lo vide impegnato diversi anni, e si trovò ad acquistare una villa magnifica, che potesse essere un luogo sia di rappresentanza, che di quiete dimora, lontano dal trambusto cittadino.

Antonio Cosulich

In effetti, negli anni ’20, dobbiamo immaginare il rione di Gretta come una periferia di campagna, slegata (almeno fisicamente) dal trambusto del traffico portuale e distante quanto basta dal via-vai dei treni e dei ferrovieri, che in buona parte abitavano il sottostante paese di Roiano.

Quasi a testimonianza del legame tra la Villa e la realtà agricola del rione, l’edificio presenta ancora oggi un parco esteso quasi un ettaro (restaurato ad uso pubblico), che nella parte verso Strada del Friuli presenta dei pastini, dove probabilmente sorgevano delle coltivazioni, come testimoniato ancora oggi dagli alberi da frutto superstiti.

L’edificio, ormai da tempo in balia di intemperie, vandalismo, incendi e quant’altro, nasconde una raffinatezza progettuale importante.

foto concessa da: triesteabbandonata

E’ anch’esso figlio dello stile moderno di Vienna, molto in voga nelle ultime decadi dell’800, che si concede colonnati e mosaici di orientamento classico.

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Nonostante la sua bellezza, la famiglia Cosulich cedette la villa all’istituto Burlo Garofolo nel 1980, anche se probabilmente in quel momento era già disabitata da qualche tempo, e dal ’97 è del Comune di Trieste.
Da lì in poi, un susseguirsi di intoppi burocratici e speculazioni hanno congelato Villa Cosulich in una stasi eterna, e la fantasia ha fatto il resto.
infatti alcune dicerie vedono questa ex-residenza infestata dai fantasmi, o portatrice di malocchio e sfortuna per chiunque provi ad entrare.
Sicuramente di sfortuna ne ha avuta tanta Villa Cosulich, e oggi lo scoglio più grande sembra proprio essere la destinazione e l’impiego da offrire a questo luogo.

Si ringrazia lo staff di Triesteabbandonata –

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Marco Calabrese