13.02.2026 – 11.00 – Dal 10 al 12 febbraio 2026 la Regione ha partecipato alla BIT – Borsa Internazionale del Turismo di Milano, la principale manifestazione fieristica italiana dedicata al settore turistico, ospitata negli spazi di Fieramilano Rho. La BIT rappresenta da oltre quarant’anni un punto di incontro tra Regioni, operatori, tour operator internazionali, compagnie di trasporto, buyer e stakeholder del comparto, con un fitto calendario di incontri B2B, presentazioni e momenti di networking. Per una regione come il FVG, affacciata su più confini e caratterizzata da una forte vocazione internazionale, la presenza a Milano rappresenta un passaggio obbligato nel confronto competitivo tra territori.
Lo stand regionale ha messo in evidenza la pluralità dell’offerta: mare e montagna, città d’arte e borghi, enogastronomia, ciclovie, cammini, turismo slow e outdoor. Accanto alla promozione tradizionale, sono stati organizzati talk e incontri con operatori e giornalisti specializzati, in un ambiente che mira sempre più a intercettare flussi qualificati, mercati esteri e segmenti di viaggiatori attenti all’esperienza e alla sostenibilità. La BIT, del resto, è un osservatorio privilegiato sulle tendenze del settore: digitalizzazione dell’offerta, destagionalizzazione, turismo esperienziale e sostenibilità ambientale sono stati tra i temi centrali dell’edizione 2026.
Per il Friuli Venezia Giulia la partecipazione assume un significato particolare. Negli ultimi anni la regione ha registrato una crescita delle presenze, sostenuta sia dal mercato interno sia da quello internazionale, grazie anche alla fortunata posizione della regione tra Italia, Austria, Slovenia e Croazia. La promozione fieristica serve a consolidare l’immagine di un territorio “ponte”, che per cultura unisce culture, paesaggi e tradizioni differenti. Ma dietro la narrazione dei numeri e delle percentuali di crescita si apre una questione più profonda: quale modello di sviluppo turistico si intende perseguire?
Le fiere come la BIT sono luoghi in cui il turismo viene inevitabilmente raccontato come leva economica, fattore di attrattività, motore di investimenti. E lo è, senza dubbio. Tuttavia, la crescita non può essere l’unico parametro di valutazione. In una regione fatta di piccoli centri, aree interne fragili e territori montani che soffrono spopolamento e carenza di servizi, il turismo può rappresentare un’opportunità solo se integrato in una visione più ampia di equilibrio sociale e territoriale.
Promuovere il Friuli Venezia Giulia a Milano significa anche interrogarsi su come distribuire i benefici di questa crescita. Significa valorizzare e saper sostenere anche i borghi meno battuti, le comunità montane, le realtà rurali. Significa investire in infrastrutture che migliorino la qualità della vita di chi vive quei territori tutto l’anno, non solo nei periodi di stagione turistica. Significa, ancora, garantire condizioni di lavoro dignitose in un settore che troppo spesso si regge su stagionalità estrema e precarietà diffusa.
La BIT 2026 ha posto grande attenzione ai temi della sostenibilità e dell’innovazione digitale. Parole chiave che rischiano di diventare slogan se non accompagnate da scelte concrete: tutela del paesaggio, contenimento del consumo di suolo, mobilità pubblica efficiente, coinvolgimento delle comunità locali nelle scelte strategiche. La Regione possiede un patrimonio che non può essere ridotto a semplice prodotto commerciale. Ogni strategia di promozione deve tener conto della fragilità di questi ecosistemi e della necessità di preservarli per le generazioni future..
Milano è stata, ancora una volta, la grande vetrina. Ora la sfida si gioca sul territorio. Se il turismo deve essere davvero una leva di sviluppo, dovrà dimostrare di saper creare valore condiviso, non solo fatturato. E in una regione come questa, abituata a fare sintesi tra culture e interessi diversi, questa fase può trasformarsi in un’occasione per costruire un modello più equilibrato, in cui promozione e responsabilità tentino di camminare insieme.
[e.c.]


