14.01.2026 – 07.00 – Trieste e il Friuli Venezia Giulia sono una delle città (e Regioni) col più basso tasso di crescita delle pensioni di invalidità civile. La sorprendente notizia giunge da una ricerca dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, la quale osservava nel resto dello stivale il fenomeno esattamente opposto: in Italia, tra 2020 e 2024, le prestazioni di invalidità civile sono aumentate del 7,4 per cento. Un andamento da non sottovalutare, considerando il taglio o la cancellazione di analoghe o simili misure di sostegno sociale. Le fasce fragili, vedendo cancellate le misure di sostegno e non avendo altra scelta e/o avendo il mercato del lavoro bloccato per mancanza di posti adatti e un sostanziale diniego dei datori di lavoro, tentano la strada dell’invalidità civile.
Al 31 dicembre 2024, il Friuli Venezia Giulia presenta 65.850 prestazioni di invalidità, comprendenti sia quelle civili che previdenziali, un dato che corrisponde a 5,5 prestazioni ogni 100 abitanti e che stabilisce l’incidenza più bassa a livello nazionale, in netto contrasto con le regioni del Mezzogiorno dove tale incidenza supera il 10 per cento; la dinamica temporale dal 2020 al 2024 mostra una crescita regionale delle pensioni di invalidità civile limitata al 2,6 per cento, un aumento contenuto se paragonato a quello di regioni come la Puglia, la Basilicata o la Calabria, mentre l’analisi provinciale conferma valori ridotti, con Trieste a 4,39 prestazioni ogni 100 abitanti, Udine a 5,88, Pordenone a 5,61 e Gorizia a 5,81, tutte al di sotto della media nazionale del 7,4 per cento, e una stima di spesa complessiva per il 2024 di circa 320 milioni di euro per queste prestazioni, corrispondente a un importo medio mensile superiore ai 500 euro.
[z.s.]


